CARIFE: LA  PACE TRA GLI ULIVI…

…CHE

RACCONTANO  LA LORO VITA

 

 

 

 

ULIVO SECOLARE DEL “GIULIANO”: Il NONNO DI TUTTI ?

NONNO “GIULIANO” RACCONTA…

 

 

                           Quanti anni ho visto passare,

                           quanta neve silenziosa cadere,

                           quante nubi rincorrersi nel cielo,

  quanti uccelli in alto volare!…

   Ho sentito la pioggia scrosciare

i miei rami scuotere il vento,

 mostrare delle foglie l’argento.

                   Mi son sentito gelare, sferzare, schiantare.

    Ho visto nascere, crescere, morire;

ho ascoltato canti d’amore,

gemiti di piacere,

lamenti di dolore;

ho sentito di guerre e di pace,

troppe volte ho inteso tremare…

delle madri ho il pianto ascoltato.

Ho visto il sole sorgere e tramontare;

ho visto gente passare, tornare,

dormire, vegliare,

amare, odiare,

gioire, soffrire,

ridere, piangere, scherzare,

partire e poi tornare.

Ho sentito bestemmiare, cantare,

comandare, obbedire.

Tanti ne ho visti cadere…

Cogliendo olive tra i miei rami,

gli innamorati  si son dette parole d’amore,

lontano da orecchi indiscreti,

scambiandosi occhiate furtive;

molti han confidato segreti

di gioia, di guai e dolore…

Ho visto donne ricurve filare,

arrivare stanche la sera,

mogli aspettare mariti lontani…

la mia ombra ho dato

ad uomini stanchi e sudati,

alle prese con mille problemi,

ho offerto sostegno alle spalle incurvate;

sempre ho dato i miei frutti,

senza mai farmi pregare:

vecchio sono ormai

ma ho ancora  tanta voglia di dare…

LA NOSTRA PRIMA INFANZIA

 

Molti nascono proprio qui a Carife, in Contrada “Pedicino”.

 

Poi tutti “vicini vicini”…in attesa del trapianto…(Abbiamo ormai 2 o 3 anni)

 

…Finalmente trapiantati accanto ai grandi!

 

 

   

Amorevolmente assistiti…

 

Per prevenire le malattie…

 

Ci danno la calce…

 

…Ci rimboccano le…radici.

 

Cresciamo tranquilli…

 

…Intorno ai grandi, guardando i “Fossi”.

 

…In contrada “Toppola”

 

…Alle “Fornaci”

 

…In contrada “Aitoro”

 

…Al “Canale”

 

…A “Piano  La Sala”

UN ULIVO ALL’ARIACCHINO…

 

 

Temp’era del principio del mattino,

 me n’andavo a piedi, fin  verso l’Ariacchino…

stanco ero, il tempo brutto,  stavo per tornare,

quando intesi un antico ulivo ch’iniziò a parlare:

“Questi giovincelli venuti da lontano

ci stanno intorno, ci soppiantano piano piano…

Sembra proprio c’abbian fatto un terno:

vegetano sempre, non dormon mai, neppur d’inverno !

Forse di vitamine la grande  indigestione,

li tiene ancora svegli, nonostante la stagione.

questi pivelli cadon malati ogni settimana…

Sono spesso pieni di fumo, di rogna e d’ogni cosa strana.

Noi siam qui, vaccinati da tanti anni,

e mai avevamo visto simili malanni:

Basta un po’ di neve, appena più pesante,

che i rami vengon giù, quasi a tutte quante.

Producon  frutti che qui non si son visti mai,

e dicono di produrre più di noi assai;

ma il nostro olio  riteniam migliore,

e ve l’abbiamo dato sempre con il cuore:

Cari i miei padroni, cosa vi aspettavate

Da piante non avvezze a sopportar gelate…

Questi strani bulli, in fila trapiantati,

vogliono rubare il posto a noi che qui siam nati…

Noi siam qui piantate, quasi tutte quante,

ad una ad una ricavate da le altre piante…

I nostri frutti eran raccolti da mani delicate,

ora ci strappano le olive con rumorose rastrellate:

stavamo molto meglio prima c’arrivaste voi;

ma anche voi soffrite, come soffriamo noi.

Gambe n’ abbiam viste tante e anche…  qualche altra cosa.

Adesso le donne usano scale e stendono reti a iosa…

Portano i pantaloni, non le puoi toccare con un dito,

 e non capisci più chi di loro sia il marito.

Ne’ puoi capir dagli sguardi e dal discorso

se il marito di quella sia… lo stesso dell’anno scorso.

La raccolta allor durava almen due mesi.

Veniva tanta gente, anche dagli altri paesi.

Dicevano “chi è struppiat re mane e per,

vene a Carife e trova muglier…”

Ma ne ho viste di donne venute a Carife per la raccolta

ritornarci poi contente,  ancora un’altra volta:

Avevano trovato qui, tra i rami, il loro primo amore,

raccogliendo olive, cantando e…solleticando il cuore.

Sembra che oggi abbiano tutti molta fretta:

spesso raccolgono ed usano anche l’accetta.

Prima qualcuna di noi li tratteneva una giornata:

oggi si finisce tutto, in una mezza mattinata.

Prima cantavano tutti, giovani ed anziani,

ed era bello…sentirsi le carezze delle mani.

Ora, con terribili rastrelli, ti strappano occhio e foglia:

di produrre olive ti fan passar anche la voglia.

Inizia la raccolta di buon’ora la mattina,

 una volta si cominciava a Santa Caterina.

A raccogliere le olive non vengon più in tanti,

ma ora iniziano già prima di tutti i Santi.

Che bello era vedervi mangiare insieme e bere vino,

ora vi portate dietro un misero panino…

Faceva venir voglia il baccalà con qualche peperone,

le patate “rivoltate”, piene d’olio a profusione…

Un giovincello ulivo a lui rispose allora: “Vuoi essere servito e riverito,

ma nui pure sciamm a lu trappito”.

M’allontanai dal loco, molto divertito.

L’ulivo allor mi disse: “Tu pure hai tradito!

L’hai fatto piantando ulivi  giovani a Piano la Sala,

e, ricordo molto bene, lo facesti anche al Canale”.

Sorrisi e, riflettendo sovrappensiero, mi allontanai dal loco:

incominciava a piovere, ma solo…poco poco.

 

E INTANTO PASSANO GLI ANNI E LE STAGIONI…

 

Arriva l’inverno…

 

Siamo tutti coperti…

 

Siamo ancora piccoli…Brr… Che freddo che fa!

 

Giovani…

 

…E grandi

 

…Tutti insieme, coperti di bianco.

 

Che spettacolo…

 

Il Giuliano… in bianco

INCIDENTI NATURALI

 

Qualcuno non si  diverte affatto…

 

…Ed  allarga sconsolato le braccia.

 

…Rassegnato sotto il peso

 

 …Che causa una strage

 

…Una distruzione

 

…Uno sfregio.

IN PIENA PRODUZIONE…

 

…Siamo carichi di olive

 

…Di frutti maturi

 

…Ognuno dà il meglio

 

...Secondo la specie

 

Bella annata davvero…

 

E’ ora di raccogliere…

 

ANDIAMO AL “TRAPPITO”…

 

Una volta il “trappito” era così…(Piano dei Cavalieri)

 

                          L’olio veniva raccolto in questo tino

 

Una vecchia pressa azionata a mano:  giace abbandonata a “Ciaruolo”

 

Queste mole e questa splendida pressa…

…Appartenute ai Forgione, giacciono alle intemperie in Piazza San Giovanni

 

Poi le mole furono mosse da motori elettrici…

 

…e anche le presse cambiarono (Frantoio Salvatore Tedeschi)

 

Oggi si lavora anche così : Il “ciclo continuo” di Luigi Santoro

 

Arriva finalmente il prezioso olio (frantoio Luigi Santoro)

(A Carife ne viene prodotto,  in media, circa 1000 quintali all’anno)

 

 Una volta si conservava in questi recipienti

 

In pensione… la “fesina” è destinata ad altre incombenze

 

Anche la vasca di pietra ora fa un lavoro…diverso

 

Moderno e antico

 

Finalmente al fresco…in  contenitori moderni

I NOSTRI MALANNI

 

La terribile rogna…

 

…Ci rovina i rami

 

L’occhio di pavone…ci spoglia e ci fa cadere le foglie

 

…Diventiamo veramente bruttini.

STORIE DI VITA

 

Il “nonno” racconta spesso di un certo Garibaldi, che unificò tutti gli ulivi d’Italia…

 

 Questi due vivono insieme… da una vita a Ciaruolo

 

Una bella coppia di conviventi da tempo (Ciaruolo)

 

Un’altra coppia, davvero splendida…

 

Traslocato per…fare il bello:  dalla mattina alla sera davanti ad una caffetteria

 

Bel tronco davvero… a Ciaruolo

 

Trasparenze dovute… all’età

 

Chioma rifatta da poco

SIAMO PRESENTI OVUNQUE, ABBELLENDO IL PAESAGGIO

 

 

In contrada Giuliano

 

A Ciaruolo

 

Al Canale

 

A Montevergine

 

Di nuovo a Ciaruolo

 

In contrada San Rocco

 

Ancora a Ciaruolo

 

Un po’ dovunque

 

Facciamo da corona al nostro paese…

 

…Da scenario felice…

 

…Da palcoscenico ridente

 

In contrada Selice

 

Alla  Serritella

 

Alle Fornaci.

 

In fila, accanto ai grandi al “Cerrito”

 

Sempre in fila tra i grandi a Ciaruolo

NON TUTTI PERO’ SIAMO FORTUNATI…

 

Un po’ acciaccati dalla vecchiaia

 

Soffocati dalle spine

 

Spesso abbandonati…in Contrada San Rocco

 

A “Montevergine”

SOLI…

 

Come barboni…a “Ciaruolo”

 

…Circondati da rovi e da “grattaculi” (rosa canina)

 

Ai margini di una macchia

 

Tra querce che promettono… tartufi in località “Petrala”

 

Tra alberi sconosciuti: anch’essi promettono tartufi

 

Spesso siamo emarginati, ma vediamo ancora Carife…

CORPI DA FAVOLA…

 

 

Davvero spettacolare…

 

“Aitoro” 1

 

“Aitoro”  2

 

“Aitoro” 3

 

“Aitoro” 4

 

“Aitoro” 5

 

“Aitoro” 6

 

“Aitoro” 7

 

“Aitoro” 8

 

“CONCA” 9

 

“CONCA” 10

 

 

 

 

 

Famigliola accanto alla “pagliarola di creta”

LE NOSTRE SVENTURE

 

Spesso dobbiamo fare largo ai giovani… ma non è giusto!

 

…Per noi ormai è arrivata la fine e non c’è più nulla da fare

Non mostreremo più “delle foglie l’argento”…

 

Noi di Aitoro siamo stati venduti a gente di Grottaminarda…

 

 

…Noi abbiamo fatto la stessa fine…sempre in Contrada Aitoro

 

Famiglia numerosa di “Aitoro”

 

TU CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI… S’INTRAVEDE CARIFE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VISIONI SPETTRALI: ESTATE 2007

 

 

 

FATALITA’, “DISTRAZIONE O…MALVAGITA’ UMANA?

 

 

 

LA SPERANZA E’ …L’ULTIMA A MORIRE!

 

 

 

 

 

 

 

 

PROF. RAFFAELE LOFFA