Una mostra di successo  

Giuseppe Manzi

A Carife, ormai, le gallerie hanno trovato l'ambiente ideale anche per la diffusione della cultura dei dipinti. Dopo l'affermazione del compianto R. Salvatore e del valente e dinamico V.M. Di Leo, che raccoglie successi ovunque espone, si affaccia alla ribalta, un altro pittore locale: Giuseppe Manzi (foto). Ma chi è costui? Il Manzi è stato un ottimo funzionario della pubblica "Amministrazione". Ha svolto la sua attività di dirigente presso la Direzione Provinciale delle PP.TT. di Verona. Qui si è fatto notare, subito, per le sue qualità morali e facoltà intellettive. La capacità di guida e l'innata passione di dipingere sono state il binario del suo cammino. Giovanissimo, segretario di sezione della DC carifana, durante una campagna elettorale amministrativa, sorprese tutti gli avversari "politici" con una geniale trovata. Affisse, nottetempo, sulla facciata del "MUN ICIPIUM" un manifesto molto provocatorio. Due buoi aggiogati, che invece di tirare l'aratro, gettavano a terra la "RES PUBLICA" (Casa Comunale). Quell'anno, i giovenchi ed il vomere erano il simbolo di una lista, guidata dal PCI e PSI. Alle dure critiche, l'autore del cartellone reagì solamente con battute umoristiche, senza mai scomporsi. Ora, quella sua democrazia gioca un ruolo molto importante anche nelle sue opere, dando a ciascun soggetto il proprio "IO". Oggi, in pensione, continua a coltivare il suo vecchio, ma pur sempre giovane hobby di artista. Ritornato tra la sua gente, incoraggiato dagli amici, con il patrocinio dell'assessore alla cultura dell'attuale compagine amministrativa, retta da un sindaco DC, ha allestito una mostra dal 17/20 agosto scorso Tempo sufficiente a far prendere il volo ai suoi quadri. L'esposizione ha rappresentato un laboratorio di idee, colori, arte. Ed ha messo in evidenza una potenza espressiva e una inventiva che il Manzi non lascia intravedere. La natura si serve di questo maestro per dare la parola alle "Cose". Infatti, dove c'è più silenzio, più forte e penetrante è l'espressione dei soggetti trattati. I movimenti, le proporzioni, i colori, la luce, l'ombra, la penombra, vivono in armonia e producono uno spirito che fa vibrare il loro intimo. Le condizioni di tempo e le stagioni sono trattenute dalla sua mano. (Si osservi: "Le tre cime di Lavaredo"). I toni hanno una gradazione sorprendente e costituiscono a mio avviso, la cartina di tornasole nella valutazione dei lavori. E' un pittore di paesaggi? Direi proprio di no. I dipinti si presentano semplici e belli ai profani. Elevati, raffinati e rigorosi a critici ed intenditori. Un continuo via vai di pubblico ha invaso la sala per tutto il periodo della rassegna. Ciascuno ha poi usato la propria chiave di lettura. Ma, tanti hanno portato a casa i capolavori.

Stefano Melina