Carife: in campo Salvatore con "Trasparenza e Libertà"
Presentata la prima lista civica che parteciperà alla competizione elettorale. L'avvocato Ermanno Salvatore guiderà la compagine denominata "Trasparenza e Libertà per Carife". Sono candidati a consiglieri: Cafora Giovanni, Capobianco Ivan Pasquale, Colicchio Domenico, De Luca Michele, De Mitri carmelo, Lodise Antonio, Luongo Federico, Napolitano Michele, Pelullo Francesco, Pezzano Benvenuto, Sallicandro Paolo e Tanga Alfonso. Stamattina si prevede la presentazione di altre tre liste.
da "Il Mattino" sabato 9 maggio 2009
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CARIFE
Tre le liste in gioco? Attesa anche per Di Ianni
Tre o addirittura quattro liste per Carife. Gli aspiranti sindaci sono Enzo Salvatore, Ermanno Salvatore e Carmine Di Giorgio. Ancora non si intravede una situazione chiara per quanto riguarda la conferma e l'ufficializzazione delle liste che, tra l'altro al momento, pare non abbiano nè nomi e nè simboli. La quarta coalizione, che però potrebbe saltare, è quella di Giustino Di Ianni. Si aspettano le decisioni dell'ultima ora questa mattina presso il comune di Carife.
da "Ottopagine" sabato 9 maggio 2009
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Carife.
Poteva trasformarsi in una tragedia l'incidente accorso a Carife nella tarda serata di ieri. M. G. B., 24 anni, di Carife, ha rischiato la vita a bordo della sua Lancia Y. La ragazza aveva appena percorso la via interpoderale che attraversa contrada Toppola e che collega il centro abitato alla Fondovalle Ufita. Ha superato lo stop per entrare nello spazio antistante la pompa di benzina dove era diretta, quando una Bmw 318 proveniente da Vallata che avanzava velocità sostenuta, guidata da N. L. 66 anni, di Mirabella, ha investito in pieno l'utilitaria guidata dalla ragazza. L'impatto è stato violento. Immediatamente allertata è intervenuto il 118 di Vallata. La ragazza è stata immobilizzata e trasportata presso l'ospedale di Ariano. Sono intervenuti sul posto i carabinieri della stazione di Castelbaronia. Le condizioni della giovane sono ritenute serie.
Fonte Il Mattino del 01/11/2008
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CARIFE, DURA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE D'OPPOSIZIONE
Attacco di De Luca: dove sono i fondi della ricostruzione?
Carife - Che fine hanno fatto i soldi della ricostruzione post terremoto a Carife? Questo l'interrogativo posto dal Consigliere d'opposizione Michele De Luca attraverso alcuni manifesti che da diversi giorni sono affissi sui muri e sulle vetrine dei locali pubblici del paese. Il rappresentante della minoranza, assumendosi tutte le responsabilità delle proprie affermazioni, accusa il Comune di non aver erogato alcun contributo di ricostruzione o di riparazione dell'anno 2002 ad oggi, e questo nono stante il Cipe con tre distinti finanziamenti abbia messo a disposizione dell'ente la "non trascurabile somma di 2.342.726,00 euro. Carte alla mano De Luca cita le delibere Cipe di stanziamento. Poi si domanda: "Quante nuove case si potevano costruire con tali somme? Perchè non ne è stata ricostruita nessuna? Ma soprattutto: che fine hanno fatto i soldi, visto che in cassa, presso la Banca d'Italia che detiene la contabilità speciale di tali fondi sono rimasti soltanto 50.932,34 euro?". I soldi, sottolinea ancora il consigliere, "sono stati spesi, ma per quali finalità, se tali finanziamenti erano soggetti a "destinazione vincolata""?. Per ora dall'amministrazione c'è silenzio, "sintomo - conclude De Luca - della difficoltà degli amministratori a giustificare una gestione della cosa pubblica fuori da ogni schema e da ogni logica legalitaria".
Fonte: Il Corriere dell'Irpinia - 16/9/2008
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Carife - Evade dagli arresti domiciliari, in manette 39enne
Carife - I Carabinieri della stazione di Castel Baronia, durante
i consueti controlli effettuati nel corso dei servizi di prevenzione, hanno
colto in flagranza di reato un uomo del posto. S.A.,
trentanovenne, si trovava sottoposto agli arresti domiciliari (sempre ad
opera degli uomini della Benemerita) dopo che il 28 novembre scorso aveva
tentato un furto presso la ditta “Di e Di Forum s.r.l.” di Flumeri. In quella
circostanza, colto sul fatto dai militari della stazione di Flumeri e
dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Ariano Irpino, non seppe fornire
una spiegazione del fatto che era stato trovato con in mano un quadro elettrico
collocato su una macchina intestatrice per il taglio del marmo e staccato poco
prima dalla macchina mediante l’utilizzo di arnesi da scasso. Ieri sera i
militari non lo hanno reperito presso la sua abitazione e dopo averlo cercato
per il centro della Baronia lo hanno rintracciato procedendo così all’arresto
per il reato di evasione. L'arresto è il frutto dei controlli intensificati
nella zona della Baronia dai militari della Compagnia di Ariano Irpino, al fine
di evitare la commissione di reati contro il patrimonio in danno degli abitanti
della zona
(giovedì 1 febbraio 2007 alle 11.50)
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Carife - Museo Civico, Di Ianni: “Tutto fermo”
Carife - L’apertura del museo
comunale è, a quanto pare, ancora lontana. La telenovela che vede coinvolti
Comune, Provincia, Sovrintendenza e Comunità Montana non sembra esser giunta
alla fine, con il risultato che il museo, pronto oramai da diversi mesi, non può
ancora aprire le porte. “Il museo è ultimato – dice il sindaco Raffaele Di Ianni
– ma, malgrado le nostre innumerevoli sollecitazioni, non abbiamo ancora tutte
le autorizzazioni necessarie”. Carife, che secondo alcuni studiosi è la città
che Plinio chiama “Romulea” nei suoi libri, raccoglie nelle sue aree
archeologiche importanti tracce della civiltà sannita. Nel corso dei numerosi
scavi che si sono susseguiti dagli anni ‘80 ad oggi, numerose sono le
testimonianze rinvenute sull’attività sociale e industriale del piccolo borgo
irpino in epoca Romana. Oltre alla necropoli databile intorno al V-III secolo
avanti Cristo sono stati portati alla luce monili e suppellettili di
inestimabile valore storico-culturale. Il museo civico, che sorge vicino l’aera
degli scavi, raccoglie al suo interno queste ed altre preziose testimonianze
archeologiche ma, fino a quando non ci saranno tutte le autorizzazioni, il museo
pare destinato a rimanere chiuso. “Abbiamo sollecitato tutti gli organi
competenti – continua Di Ianni – e abbiamo ricevuto rassicurazioni in merito ma,
al momento, tutto è ancora fermo”. Intanto, mentre sul fronte museo non sembrano
esserci sviluppi, l’amministrazione comunale farà partire a breve la gara
d’appalto per la ristrutturazione di due chiese: San Giovanni Battista, la
collegiata principale, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. “Si tratta
perlopiù di lavori di sistemazione e adeguamento – spiega il primo cittadino –
che interesseranno anche le zone contigue”.(g.m.)
(domenica 7 gennaio 2007)
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Carife – Museo ancora chiuso, Di Ianni: “Intervenga la Provincia”
Carife
– Allestito ormai da qualche mese, il primo museo cittadino ancora non ha le
autorizzazioni per poter accogliere i suoi visitatori. L’area, che si trova a
ridosso della centralissima Chiesa dell'Addolorata, è stata oggetto di analisi e
studi da parte di un pool di esperti che hanno ritrovato interessanti tracce
dell’era sannita. Di recente, infatti, la Soprintendenza dei Beni Culturali di
Avellino e Salerno, ha riportato un dettagliato documento in cui veniva censito
un notevole patrimonio storico-artistico dal valore inestimabile. “La sede di
via Stefano Melina – afferma il sindaco Raffaele Di Ianni – è pronta ormai da
qualche tempo. Dal ritrovamento delle prime tombe sannitiche, a quello di monili
e attrezzi preistorici del periodo neolitico, abbiamo sempre sostenuto questo
ambizioso progetto, fonte remunerativa anche in vista ad un futuro polo
turistico”. Intanto il numero uno di Carife ha già inviato sollecitazioni alla
Soprintendenza e alla Provincia di Avellino per accelerare i tempi di
inaugurazione del parco archeologico e del museo. “Purtroppo – asserisce ancora
Di Ianni – anche l’Ente di Palazzo Caracciolo ha le sue responsabilità. Il
nostro Comune è inserito all’interno del circuito artistico che comprende le
amministrazioni di Ariano Irpino, Casalbore e Avellino, quindi, più lunghi sono
i tempi per il completamento dell’iter burocratico. Chiediamo, a questo punto,
che anche la Provincia si faccia promotrice della nostra battaglia, sostenendo
questo progetto e convogliando tutte le risorse possibili per l’apertura del
nostro museo”. (di Marianna Marrazzo)
(giovedì 12 ottobre 2006)
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PROTAGONISTA UN RAGAZZINO DI 13 ANNI
Carife, paura per una caduta dalla bici
LIDIA SALVATORE Carife. Un giro in bicicletta lungo la strada statale 91 che attraversa i paesi della Baronia poteva trasformarsi in tragedia. Un tredicenne di San Nicola Baronia, D.L.G. le sue iniziali, si stava recando nel pomeriggio di ieri, insieme al fratello, a Vallata per fare visita ad alcuni parenti. A precedere i due ragazzi in bicicletta gli zii a bordo della loro auto.Poco prima delle diciotto hanno attraversato il centro abitato di Carife. All'improvviso una signora, che aveva appena parcheggiato, ha aperto lo sportello della sua Y10 non accorgendosi del ragazzo che sopraggiungeva a bordo della sua bicicletta. Il tredicenne non è riuscito ad evitare l'urto. L'impatto è stato violento, il ragazzo è caduto a terra battendo la testa. Sul posto sono giunti i volontari dell'associazione Vita di Carife che hanno immediatamente allertato il 118 di Vallata. L'ambulanza è arrivata in pochi minuti. I medici di turno Tiziana De Luca e Rosanna Bruno hanno disposto l'immediato trasferimento del ragazzo al pronto soccorso di Ariano Irpino. Il giovane ciclista ha riportato un trauma cranico e problemi alla colonna vertebrale oltre a diverse escoriazioni.
Fonte: Il Mattino - 25/8/2006
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Mucche sulla via Incidenti e disagi
MICHELE DE LEO - Boschi, sentieri, aria pura. Hanno immaginato di essere arrivati in un'oasi naturale i turisti che, percorrendo la strada che collega Vallata a Carife, hanno incontrato diverse mucche sul loro percorso. Stupore e meraviglia per i bambini, una foto ricordo per gli amici sommersi nell'afa cittadina. Ma la realtà è ben diversa. La gente del posto si chiede, infatti, quando si potrà tornare a circolare in maniera tranquilla lungo questa strada. Ansie e timori sono provocati dalle numerose mucche di razza podolica che vivono allo stato brado nei boschi della zona e, a qualsiasi ora del giorno e della notte, invadono la strada. Più volte automobilisti hanno rischiato incidenti seri. Più volte qualcuno ha temuto per la propria vita. Perché la strada è piena di curve e non permette una visuale a largo raggio. Specie nei periodi invernali e nelle ore notturne quando vento, pioggia, nebbia e neve si divertono a creare ulteriori disagi agli automobilisti. Finora, però, è andata bene. Grazie a frenate improvvise, l'impatto con i grossi animali è sempre stato evitato. Ma i problemi creati dai bovini, che spesso contribuiscono allo sradicamento di alberi e fanno scivolare grosse pietre sulla sede stradale, sono tanti altri. Il bosco che costeggia la strada tra Vallata e Carife è, infatti, ormai una riserva invalicabile, un regno per le mucche, in cui cittadini locali e turisti non possono più neanche passeggiare.
Fonte: Il Mattino - 23/8/2006
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Carife - Antica Fiera della Croce: parte la tre giorni
Carife – L’associazione culturale
‘Deduzioni Notturne’ in collaborazione con il Comune di Carife e la Comunità
Montana dell’Ufita ha organizzato la IV edizione dell’Antica Fiera della Croce,
esposizione di prodotti tipici irpini della gastronomia e dell’artigianato. Una
tre giorni organizzata per il 19, 20 e 21 maggio a Carife. La tradizione fatta
musica dei Cantori di Carpino, la comicità travolgente dei Tony Clifton Circus e
i numerosi spettacoli attrattivi, incontrano la gastronomia e l’artigianato
tipici della terra irpina. Oltre agli stand in cui sarà possibile degustare
piatti tipici, ci saranno canti e danze della nuova e antica musica popolare.
Martedì 16/5/2006
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L’ANZIANO HA BATTUTO LA TESTA SU UN GRADINO
Dramma della solitudine a Carife
Pensionato trovato morto in casa dopo due giorni
SALVATORE SALVATORE - Carife.
Era morto in casa da trentasei ore. Il corpo senza vita di Rocco Pezzano, ottantasei anni, era ai piedi della scalinata che portava in cantina, aveva una profonda ferita alla testa ed escoriazioni varie. Così l'hanno trovato i carabinieri di Castelbaronia, guidati dal maresciallo Leone, e i volontari dell'Associazione Vita, prontamente intervenuti dopo essere stati allertati dai vicini di casa dell’anziano. Sul posto si è immediatamente portata anche l'autorità giudiziaria. Il medico legale Oto Savino, dopo un'attenta analisi del cadavere ed una valutazione delle ferite ha attribuito il decesso a cause accidentali. Con molta probabilità, l'anziano, nel tentativo di scendere le scale, ha perso l'equilibrio ed è caduto battendo violentemente la testa. Subito sono stati avvisati i familiari. Rocco Pezzano abitava in via Aldo Moro a Carife nella casa di sua proprietà. Al momento viveva da solo, dopo la perdita della moglie avvenuta qualche tempo fa. Ieri mattina aveva appuntamento con un suo amico. Quest'ultimo, dopo aver bussato ripetutamente alla porta, e non avendo ricevuto risposta ai continui richiami, ha interessato i vicini. Conoscendo le abitudini dell'anziano, che era quasi sempre in casa, i vicini hanno subito sospettato il peggio. Padre di tre figli, Rocco Pezzano era un uomo onesto, riservato e taciturno. In gioventù era stato un assiduo lavoratore ed era emigrato per assicurare il benessere alla famiglia.La comunità, appena la notizia si è sparsa, è rimasta molto scossa. I funerali saranno celebrati nella parrocchia San Giovanni Battista di Carife. Officerà il parroco don Renato Pucci.
Fonte: Il Mattino -Venerdì 17-3-2006
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Carife - fornitura gas e campo di calcetto: al via i lavori
Carife
- Inizieranno a breve i lavori per la rete di fornitura del gas metano. La
società concessionaria Sidigas S.p.a. ha comunicato l’occupazione del suolo
comunale per l’allocazione dei materiali e delle strutture necessarie per i
lavori. L’operazione di costruzione del gasdotto interesserà in principio il
prolungamento di via Manzoni per poi proseguire lungo le principali arterie
della città. Sebbene sia stato assicurato un veloce espletamento dei lavori,
rimane qualche preoccupazione lecita per i probabili disagi alla circolazione
stradale e alla cittadinanza stessa. Work in progress anche il recupero del
campo di calcetto. I lavori, appaltati per circa 100 mila euro, avranno inizio
tra pochi giorni e prevedono la ristrutturazione dell’area sportiva, situata
nelle vicinanze dell’edificio scolastico. Il progetto prevede il rifacimento del
manto erboso e la completa ristrutturazione degli spogliatoi adiacenti.
“L’intento – spiega il primo cittadino Raffaele Di Ianni - è quello di
migliorare la qualità della vita attraverso questi interventi basilari per lo
sviluppo del paese”. Il sindaco spera di terminare i lavori entro l’estate
prossima, velocizzare le operazioni per garantire ai giovani la fruizione
dell’impianto sportivo. Il campo, terreno di gioco di numerosi tornei interni,
costituiva uno dei punti di ritrovo dei giovani di Carife.
(giovedì 2 marzo 2006)
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"Frate Lupo" padre spirituale dei biancoverdi
Nuovo "acquisto" per l'Avellino. Da ieri, infatti, padre Giovanni Fabiano, frate mercedario del convento di Carpignano a Grottaminarda, è il padre spirituale dei biancoverdi. Originario di Carife, frate Lupo, come ormai viene da tutti definito per la sua viscerale passione, ha avuto il benestare per accettare l'incarico propostogli dal presidente Marco Pugliese. "Da quando ricopro la carica di presidente - aveva scritto Pugliese a frate Lupo - ,per l'educazione cristiana e religiosa ricevuta, ho sempre desiderato che la squadra avesse un Cappellano per le esigenze spirituali della società, dei calciatori e anche dei loro familiari. La presenza di questa figura è impotante per la crescita e l'educazione umana e spirituale della squadra (preparazione ai sacramenti, celebrazione della Santa Messa, sostegno ed accompagnamento nei momenti difficili)". La scelta, ovviamente, non poteva non ricadere su padre Giovanni, un religioso in grado di vivere, nei limiti e nei modi che il suo essere impone, una passione per il calcio, per l'Avellino che non sembra conoscere ostacoli. L'occhio di frate Lupo è sempre rivolto al Partenio, il suo orecchio teso alla radiolina per conoscere l'esito delle gare. Un ruolo "ufficiale" all'interno della società biancoverde aveva sempre desiderato rivestirlo. Per questo, oggi, non fa mistero della sua felicità, non nasconde gli occhi che brillano di gioia per l'opportunità ricevuta. Il nuovo ruolo non distrae, però, Padre Giovanni, che tra l'altro cura una rubrica sul settimanale "Ultrà Avellino" e sul sito internet www.forzavellino.net, dai suoi impegni religiosi.
Michele De Leo
Fonte: Il Mattino - Martedì 13 - dicembre - 2005
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Polemica con il Sindaco
Solimine: "Il parco eolico di Carife va bloccato
MICHELE DE LEO Carife. «Un'assurdità che contrasteremo con ogni mezzo, uno scempio che deve essere bloccato dalle autorità competenti». Non usa certo mezzi termini il presidente della comunità montana dell'Ufita, Giuseppe Solimine, per esprimere il proprio disappunto in merito alla creazione, nel territorio del comune di Carife, di una centrale eolica. L'amministrazione locale ha varato un progetto per l'installazione, in località «Montagna», di sedici aerogeneratori, per una potenza di 48 megawatt. L'avvio della procedura di VIA (il processo che consente all'autorità competente, nella fattispecie il Comune, di pervenire ad una decisione in merito all'impatto ambientale di un progetto) ha fatto andare su tutte le furie il presidente Solimine che ha, dunque, annunciato battaglia su tutta la linea. «La Giunta regionale della Campania - spiega - ha riconosciuto, secondo la normativa europea, i nostri boschi degni della massima tutela e li ha inseriti tra le Zone a Protezione Speciale della Campania. È inimmaginabile pensare, al suo interno, alla creazione di un parco eolico». Solimine pone l'accento sui numerosi progetti che i comuni della zona hanno presentato facendo leva sul marchio di Zps, progetti che la decisione degli amministratori di Carife potrebbe mettere a rischio. Immediata la risposta del sindaco del comune interessato. «Non capisco perché - spiega Lello Di Janni - il presidente sia così infastidito dalla scelta di impiantare l'eolico a Carife, dopo che ha lasciato passare, senza profferire parola, progetti analoghi nei comuni di Vallesaccarda, Scampitella e Casalbore. Si attivi per portare avanti iniziative serie e concrete che possano essere utili al territorio di competenza dell'ente, anziché interessarsi alle decisioni delle singole comunità».
[Fonte: Il Mattino. 1 dicembre 2005]
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Carife - Parco eolico, l'ente montano: "Ci opporremo"
Carife - La Comunità Montana dell'Ufita
esprime totale e ferma contrarietà alla realizzazione del parco eolico nel
comune di Carife. E preannuncia di opporsi nei modi e nei termini ad essa
riservata dalla legge. “Ritenendo che tale costruzione rappresenta un illecito
anche di natura giuridica, chiedo l’immediato intervento delle autorità
competenti per bloccare il probabile scempio”. Così il presidente Giuseppe
Antonio Solimine, che non accetta l’idea secondo la quale si vorrebbero
posizionare sedici aerogeneratori nel territorio della Baronia e, più
specificamente, nel comune di Carife, rientrante tra quelli che compongono
l’Ente montano. “La Giunta Regionale della Campania, con deliberazione n. 495
del 7 febbraio 2003, ha riconosciuto i nostri boschi degni della massima tutela
e li ha inseriti tra le Zone a Protezione Speciale della Campania”, afferma
Solimine. “La superficie, di 3 mila 417 ettari, da quel momento è denominata
‘Boschi e sorgenti della Baronia’ e non credo sia immaginabile che al suo
interno possa essere realizzato un parco eolico”. Intanto è stata avviata la
procedura di Via, ricorda il front man dell'ente montano, che riguarda
l'installazione nel comune di Carife, località Montagna, di sedici
aerogeneratori di grande taglia per una potenza totale di 48 megawatt in zona
Zps che risulta essere sottoposta a vincolo paesistico. “Perciò non consentirò
che vengano fatti scempi. Per anni ci siamo battuti affinché le nostre aree
venissero sottoposte a tutela e questo impegno non deve andare disperso”. Le
zone Zps nascono da una direttiva europea, concernente la protezione degli
uccelli selvatici, che invita gli Stati membri a designare, ciascuno sul proprio
territorio, aree idonee alla protezione ed alla conservazione di specie di
uccelli e dell’ambiente e, di conseguenza, i Comuni della Baronia si sono
attivati per chiedere il riconoscimento del “marchio”, al quale, oggi, sono
legati numerosi progetti. “Non riesco a capire come si possa immaginare
l’installazione, in quel contesto, delle pale eoliche. E’ una assurdità –
conclude Solimine – che contrasteremo con tutti gli strumenti messi a nostra
disposizione”.
(mercoledì 30 novembre 2005)
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Carife - Il sindaco Di Ianni: "A breve avremo il nostro museo"
Carife
- “Chi l'ha detto che il museo comunale è un progetto abbandonato?”. È con
questo punto di domanda che il sindaco di Carife, Raffaele Di Ianni, 'bacchetta'
quanti accusano la sua amministrazione di tener sottobanco l'area archeologica
del paese, possibile polo turistico. Il sito, che si trova a ridosso della
Chiesa dell'Addolorata, è oggetto di analisi e studi da parte di un'equipe
tecnica. Di recente, infatti, la Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione
Campania, ha riportato alla luce un notevole patrimonio artistico dal valore
inestimabile. Dal ritrovamento di tombe sannitiche, a quello di monili e
attrezzi preistorici del periodo neolitico. Tutto questo tesoro, sarà racchiuso
in un museo comunale che verrà allestito tra qualche mese. Dalla archeologia
alla cultura... il passo è breve. Infatti, nonostante l'anno scolastico sia
iniziato da alcune settimane, il numero uno di Carife sta progettando di
inglobare i due plessi didattici presenti in paese, in un unico edificio. Ma
vista la complessità dei lavori e la scadenza a lungo termine, l'esecuzione del
nuovo complesso sarà programmata per il prossimo anno. Intanto, il decreto per
l'avvio dei lavori è stato già approvato. Migliorata anche la viabilità.
Ultimata la bretella che collega Carife alla Valle Ufita, che snodandosi verso
contrada Toppola, porta fino al nuovo cimitero.
(domenica 25 settembre 2005)
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Tragedia a Carife: avvocato stritolato dal trattore
SALVATORE SALVATORE Carife. Una terribile fatalità ha stroncato l'esistenza di Osvaldo Flora, un giovane avvocato benvoluto e stimato da tutti. Era nato nel 1958. Ieri, libero da impegni giudiziari, si era recato nel terreno di sua proprietà, a contrada Piattone, per assistere alla fresatura dell'uliveto. Il lavoro lo stava effettuando Daniele Lungarella con un trattore cingolato dotato di una potente fresa. Nel tardo pomeriggio è successo l'irreparabile. La quiete della campagna è stata rotta dalle urla disperate del trattorista. Quando i contadini che lavoravano i campi vicini sono accorsi hanno potuto solo costatare che una tremenda tragedia si era consumata. Il corpo dell'avvocato Flora era impigliato tra i denti della fresa. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi. Sul posto sono giunti per primi gli operatori del 118 e subito dopo i carabinieri di Castelbaronia che hanno avvisato l'autorità giudiziaria. Daniele Lungarella, visibilmente sotto choc, tra le lacrime non si dava pace e ripeteva meccanicamente la dinamica dell'incidente. L'avvocato, mentre lui guidava il trattore, si era avvicinato da dietro per avvisarlo, con una pacca sulla spalla, che stava per travolgere una piccola piantina di ulivo. In quel momento, forse per l'erba o per la pendenza del terreno è scivolato ed è finito tra i denti della fresa. Il trattorista ha fermato immediatamente la macchina, ma purtroppo era già tardi. Nulla hanno potuto fare i medici del 118. Per liberare il corpo dalla fresa è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. La notizia immediatamente si è sparsa in paese. In ogni angolo e in ogni strada capannelli attoniti si sono ritrovati a commentare l'accaduto. La notizia è arrivata anche ai familiari. La tragedia ha sconvolto la moglie Carmen, figlia del compianto avvocato Francescantonio Crincoli che, ignara dell'accaduto, stava accudendo le sue due bambine in tenerissima età.
[Fonte: Il Mattino. 15 Maggio 2005]
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Carife/ La vittima è Osvaldo Flora, avvocato 50enne. Un contadino guidava il mezzo
Tranciato dalla fresatrice
E' scivolato, finendo sulle lame, mentre lavorava in un campo di ulivi
Osvaldo Flora, un avvocato di 50 anni originario di Carife, ha perso la vita ieri sera in un tragico incidente nei campi. Lascia la moglie e due figli. Stava lavorando nel suo fondo insieme ad un contadino quando è scivolato ed è finito nella fresatrice: le lame affilate gli hanno tranciato entrambe le gambe, contemporaneamente. Recisa l'arteria femorale. E' morto dissanguato quasi sul colpo. Inutili i soccorsi del 118. Scioccato il contadino, un 55enne del posto, amico di vecchia data della vittima: "Quando doveva lavorare nel suo fondo mi chiamava sempre. Ho cercato di salvarlo, ma è stato tutto inutile - ha raccontato ai carabinieri - mi è morto tra le braccia". il contadino era alla guida del mezzo agricolo, l'avvocato lo seguiva di lato, a piedi, aiutandolo a dissodare il terreno coltivato ad ulivi. All'improvviso, in una parte del fondo scoscesa, il 50enne è scivolato. L'amico che era alla guida non si è accorto di nulla. Tutto era coperto dal rumore assordante del trattore. Si è reso conto di quello che stava accadendo soltanto quando ha sentito le grida del ferito: ha bloccato tutto, ha spento il motore ed è accorso. L'avvocato era rimasto intrappolato tra le lamiere. Ha cercato di liberarlo, ma era praticamente impossibile. Il sangue usciva a fiotti. In pochissimi secondi il ferito ha perso conoscenza. Sono scattati i soccorsi: allertati la centrale operativa del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della vicina stazione di Castelbaronia. Quando l'amblanza è arrivataù, Flora era già morto. I militari, coordinati dal cpitano Gianluca Piasentin, comandante della compagnia di Ariano, hanno isolato la scena dell'incidente ed avvertito la Procura. Il caso è seguito dal Sostituto Daniela Tognon che ha disposto l'esame esterno della salma ed il successivo trasporto nell'obitorio dell'ospedale del Tricolle. Entro domani verrà decisa l'eventuale autopsia. Il magistrato dovrà decidere anche sull'eventuale incriminazione, d'ufficio, del contadino che era alla guida del mezzo: rischia l'accusa di omicidio colposo. Ma gli investigatori non avrebbero dubbi: sembra chiaro che si sia trattato di un evento accidentale.
[Fonte: Otto pagine. Domenica 15 Maggio 2005]
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SALVATORE SALVATORE Carife. Si sono svolti ieri pomeriggio i funerali dell'avvocato Osvaldo Flora, deceduto, per una terribile fatalità, nel tardo pomeriggio di sabato. La tragedia, consumatasi in un attimo a causa dalla fresatrice che stava lavorando il suo terreno, ha provocato grande sconforto e incredulità nel paese. Nessuno riesce a rassegnarci, anche perché Osvaldo Flora era apprezzato e benvoluto da tutti. Ieri sera, dopo l'intervento dell'autorità giudiziaria, che ha constatato le cause accidentali del decesso, il cadavere è stato composto nel cimitero di Carife e, subito dopo, portato nell'abitazione presso il palazzo marchesale, dove Flora abitava. Il giovane avvocato, padre di due bellissime bambine in tenera età, amava fortemente la natura e, appena i suoi impegni glielo consentivano, correva in campagna dove si dedicava alla coltivazione del terreno. Negli ultimi anni aveva impiantato degli splendidi uliveti. Gli piaceva produrre olio che, da queste parti, è di ottima qualità. Questa sua passione, semplice e naturale, nascondeva, purtroppo, un'insidia imponderabile, un destino amaro che, in un attimo, lo ha strappato drammaticamente alla vita. Ai funerali, nella collegiata di San Giovani Battista, c'era tutta la comunità di Carife e gli amici, provenienti da ogni dove, a tributargli l'estremo saluto. L'intera popolazione si è stretta intorno ai familiari distrutti dal dolore. La moglie, la mamma, il fratello e alcuni altri parenti hanno sempre pianto silenziosamente durante la cerimonia funebre. La gente ha assistito alla funzione in un silenzio surreale. Anche il parroco del paese, visibilmente commosso, durante l'omelia, ha provato a dare conforto a quelle persone affrante e disperate. Parlando della fatalità e della impossibilità di prevederla, ha invocato lo Spirito Santo (che si festeggiava proprio ieri) affinché scendesse nelle anime a guidare la famiglia, rimasta orfana, verso il futuro. Ai funerali ha assistito anche Daniele Lungarella, lo sfortunato e bravissimo agricoltore che, con il suo trattore, stava aiutando il suo amico Osvaldo a liberare il campo dalle erbacce. Anche lui, in silenzio in un angolo, ha pianto disperato per l'accaduto che lo ha visto incolpevole attore.
[Fonte: Il Mattino. 16 Maggio 2005]
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Carife/Furto ai danni di un'azienda agricola, 40mila euro il bottino
I soliti ignoti hanno colpito ancora: dopo essere riusciti a forzare il portone
d'ingresso e disinserito il sistema d'allarme, sono entrati in un'azienda
agricola di Carife e l'hanno svaligiata. Il bottino, di un valore di circa
40mila euro, consiste in due furgoni, attrezzature e concime: il tutto coperto
da assicurazione. Il furto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì ed è
stato scoperto dal titolare dell'azienda solo ieri mattina. Sul posto si sono
portati i Carabinieri della locale Stazione e gli uomini del Capitano Gianluca
Piasentin, Comandante della Compagnia di Ariano Irpino: dopo i rilevamenti del
caso, sono state avviate le indagini mirate anche nel foggiano ma, per il
momento, dei malvivente nessuna traccia.
(lunedì 21 marzo 2005)
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Carife - No della Comunità Montana al Parco Eolico
"Esprimo il totale
dissenso
nei confronti della
programmata realizzazione del parco eolico nel comune di Carife. Si tratta di
una decisione scellerata, che contrasta con le finalità programmatiche
individuate da questa Comunità Montana e condivise con i Comuni dell’area».
Così il
presidente della comunità montana Ufita, che aggiunge:«Chiedo
all’Amministrazione comunale di Carife di bloccare il progetto, che creerebbe
soltanto danni. L’area della Baronia, di cui Carife fa parte, ha già una
destinazione ben precisa, perché è stata riconosciuta quale ZPS, che significa
Zona a protezione speciale, degna perciò della massima tutela ed è evidente a
tutti che un parco eolico contrasterebbe con tutte le iniziative già assunte ed
in via di definizione, finalizzate alla valorizzazione del territorio. Da anni
stiamo cercando di riqualificare il parco della Baronia, che è interessato anche
dall’avifauna e dalla presenza di importanti reperti storici ed archeologici,
che riteniamo possano essere inseriti nel progetto di sviluppo complessivo della
zona, perciò per davvero non capisco l’iniziativa assunta dal comune di Carife.
L’idea del parco eolico contrasta con il piano socio-economico, di cui è
titolare questo Ente montano, e con gli sforzi comuni compiuti finora dall’Ente
e dal Comune, che hanno sempre operato in sinergia e con unanimità di vedute e
se oggi siamo nelle condizioni di poter vantare alcuni significativi risultati
il merito è senz’altro da ascrivere alla Comunità Montana dell’Ufita ed ai
Comuni che hanno partecipato in modo attivo e convinto al processo di
valorizzazione e di recupero delle aree in questione. Realizzando il parco
eolico il comune di Carife vanificherebbe tutte le attività e le iniziative
finora assunte in Baronia; perciò il mio è un dissenso motivato, rafforzato da
un ulteriore elemento: Carife non trarrebbe alcun beneficio dalla operazione. Mi
auguro che prevalga la ragionevolezza, il Comune riveda la propria decisione ed
abbandoni una pessima idea, che è priva di senso logico».
[Fonte: www.informazione.campania.it mercoledì 16 marzo 2005]
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L’omicida
è uno psicolabile di Carife che per giorni ha vagato senza meta in tutta la
provincia
Ha
ucciso il padre con una mazza da baseball. Eugenio Pezzano, 24 anni, ragazzo
difficile, in un momento di raptus, l’ha usata contro Silvano, 55 anni,
colpendolo ripetutamente alla testa. Il corpo dell’operaio italo americano è
stato rinvenuto nell’abitazione alla periferia di Carife, l’altra notte. I
carabinieri, insospettiti dal comportamento del giovane che poche ore prima
aveva ”profanato” la chiesa madre di S. Giovanni Battista durante la
funzione, avevano cercato, ma inutilmente, il padre. Da qui la decisione di
entrare nell’abitazione di via Belvedere dove sul letto hanno rinvenuto il
corpo senza vita dell’uomo. La mazza da baseball che l’aveva ucciso era sul
pavimento, ancora insanguinata. Eugenio potrebbe aver commesso l’atroce
delitto il 19 maggio scorso. Quella sera una pattuglia della Polstrada lo trovò
quasi nudo, in evidente stato confusionale. Il giovane venne ricoverato in un
centro di Solofra dal quale è stato dimesso due giorni fa. I servizi sociali
del Comune di Carife hanno inutilmente cercato di contattare il padre, ma
sapendo che spesso lavorava in Toscana come piastrellista, non hanno dato molto
peso alla cosa. Poi, la macabra scoperta. Eugenio che non ha confessato, è in
stato di fermo di polizia giudiziaria. Sarà interrogato oggi. Decisivi i
risultati dell’autopsia, utili a risalire all’epoca della morte.
Carife. Il corpo riverso sul letto. Il volto tumefatto,
marcato più volte da una mazza da baseball insanguinata. Un giovane, figlio
della vittima, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria perchè fortemente
indiziato di parricidio, ma che resta freddo, non si scompone alle domande dei
carabinieri della Compagnia di Ariano, coordinati dal capitano Gianluca
Piasentin. Un movente che al momento non c’è, ma che attraverso la personalità
dei due protagonisti di questa vicenda, nonchè dalla ricostruzione degli
avvenimenti degli ultimi giorni, porta diritto a Eugenio Pezzano, 24 anni,
un’esistenza segnata da una psicolabilità che potrebbe aver fatto scattare la
molla del raptus, scaricato forse mentre il padre Silvano, 55 anni, dormiva.
Insomma, gli ingredienti del giallo, ci sono proprio tutti. A far luce su una
tragedia che ha scosso Carife in Baronia, sarà il responso dell’esame
autoptico sul corpo dell’operaio italo americano, che il dottor Oto Macchione
effettuerà nei prossimi giorni. L’autopsia sarà utile a chiarire la
cronologicità dei fatti che potrebbero inchiodare alle sue responsabilità
Eugenio Pezzano: si pensa che il giovane possa, infatti, aver ucciso il padre
addirittura otto giorni fa. In questo lasso di tempo, avrebbe vagato, in stato
confusionale, prima di essere ricoverato in un centro di Solofra.
Il cadavere del padre è stato rinvenuto la scorsa notte dai carabinieri, a
seguito del comportamento scriteriato del giovane che all’ora del Rosario,
nella chiesa di S. Giovanni Battista, aveva dato segni di chiaro squilibrio.
Un’esuberanza fino a quel giorno abbastanza contenuta ed anche compresa dai
compaesani, abituati oramai a vedere quel ragazzone alto e biondo, con gli occhi
azzurri, che non parlava una parola di italiano (è nato e vissuto a Boston dove
vivono ancora il fratello che fa il poliziotto e la mamma dalla quale il padre
aveva divorziato), e che come unico amico aveva l’inseparabile boccale di
birra e il cugino Riccardo. Eugenio, davanti al parroco e ad un gruppo di fedeli
esterefatti, mercoledì sera aveva immerso la testa nell’acquasantiera, bevuto
il vino santo dall’altare e mostrato ripetutamente ai presenti, un crocifisso.
Poi se n’era andato, riparando presso la famiglia di un fratellastro del
padre, Gerardo Schirillo, al quale aveva denunciato la scomparsa del genitore.
Con il quale, da quando era tornato dagli States, viveva nell’abitazione di
via Belvedere, fuori il paese, una zona tranquilla, abitata da poche famiglie,
lontana da occhi ed orecchie indiscrete, che avrebbe protetto i continui litigi
tra padre e figlio e, forse, anche i traffici sospetti del primo. Due caratteri
diversi, confliggenti. Silvano, la vittima, omaccione dai modi burberi,
violenti, tornato un anno fa dagli Usa perchè costretto (reati contro il
patrimonio) e che ora aveva trovato lavoro come piastrellista ad Arezzo. Il
figlio Eugenio, afflitto da una chiara instabilità psichica, era un introverso,
forse faceva anche uso di sostanze stupefacenti, forse il giorno del delitto ne
aveva chiesto un pò al padre che, pare, spacciasse ma non ne faceva uso. Alle
23,20 del 19 maggio, una pattuglia della Polstrada fermò Eugenio che, semiudo,
errava in territorio di Montemiletto. Fu accompagnato in una struttura
specializzata di Solofra dalla quale fu dimesso due giorni fa. Invano i servizi
sociali di Carife tentarono di rintracciare il padre, ma la circostanza che
spesso lavorasse fuori, non impensierì più di tanto. Probabilmente, invece,
Silvano Pezzano era in casa, in compagnia della morte. Tra le cui braccia
l’avrebbe spinto il figlio.
La Lancia «Y 10» di colore amaranto sulla quale spesso viaggiava la Silvano Pezzano, non era parcheggiata in garage, nè tantomeno è stata ancora ritrovata. Sull’utilitaria potrebbero essere rinvenute tracce importanti e utili agli investigatori per il prosieguo delle indagini. Non si esclude che l’auto possa essere stata utilizzata anche da Eugenio Pezzano che l’avrebbe lasciata chissà dove. In paese, di certo non v’è traccia della vettura, nè tantomeno, i testimoni che sono stati sentiti dai carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, diretti dal capitano Gianluca Piasentin, sono stati in grado di fornire notizie utili al rinvenimento della «Y 10».
Carife.Ha
creato grande sconcerto nella popolazione di Carife l'inatteso fatto di cronaca
che si è consumato nel silenzio più assoluto di una notte di maggio. Quando la
notizia si è sparsa, ieri mattina, all'improvviso, tutti hanno commentato
l’accaduto. Tutte le discussioni hanno ripercorso la terribile vicenda dei due
sfortunati congiunti, alla ricerca di una spiegazione plausibile. Poche, per
ora, le risposte agli innumerevoli interrogativi.
Silvano Pezzano, era nato a Carife nel 1949 e qui aveva trascorso buona parte
dell'infanzia. Dalla sua abitazione di via Belvedere, in pieno centro storico,
era emigrato in America per raggiungere il padre. Di lui, per un bel po', si
erano perse le tracce. Poi all'improvviso era tornato. Solo allora si seppe che
si era sposato ed aveva avuto due figli, uno dei quali era proprio Eugenio, che
portava il nome del nonno. Si vociferò anche
di
disaccordi con la moglie e di problemi con la giustizia avuti in America, in una
cittadina nei pressi di Boston, dove la famiglia risiedeva. Silvano ripartì e
poi ritornò, rimanendo per lungo tempo a Carife. Durante la sua permanenza,
agli inizi degli anni Novanta, disputò anche un campionato di calcio di terza
categoria nella squadra del paese. Da quel momento cominciò a venire più
spesso e, in uno dei suoi viaggi, portò con sé anche Eugenio. Ultimamente, a
seguito della scomparsa della madre, abitava nella casa paterna ristrutturata
dopo il terremoto. Viveva abbastanza isolato dal resto della comunità e si
vedeva poco nei locali o tra la gente. Giovanile nell’aspetto, aveva un
carattere forte ed era abbastanza irascibile che lo aveva portato ad avere
problemi di natura giudiziaria.
Il figlio era poco conosciuto in paese. Parlava pochissimo e non dava mai
eccessiva confidenza ad alcuno. Quando dialogava con qualche amico si esprimeva
quasi sempre in lingua inglese o in stretto dialetto. Alto, molto somigliante al
padre nel fisico, frequentava poco i bar del paese. A chi lo vedeva, così
silenzioso e poco appariscente, dava l'impressione di un ragazzo chiuso anche se
il suo sguardo fisso tradiva una personalità controversa. Probabilmente faceva
uso anche di sostanze stupefacenti ed è proprio su questa circostanza che gli
inquirenti stanno indagando.
Eugenio Pezzano sarà ascoltato probabilmente domani dal Pm, dottor Polcini Tartaglia, il magistrato al quale è stato affidato il caso I il Gip è Mariella Ianniciello). Al momento il giovane non ha nominato un difensore di fiducia, nè tantomeno l’incarico è stato affidato dai parenti del padre, ad altro legale. Eugenio Pezzano che al momento si trova presso il carcere di Ariano Irpino sotto fermo di polizia giudiziaria in quanto fortemente indiziato di parricidio, dovrebbe quindi essere assistito nel corso dell’interrogatorio, da un avvocato d’ufficio.
Carife.
In paese nessuno ha voglia di parlare. La tragedia di via Belvedere ha sconvolto
la comunità. Poi i due protagonisti, padre e figlio, non si erano inseriti
negli ambienti del paese. I precedenti giudiziari di Silvano Pezzano, in una
piccola realtà come Carife, pesavano e creavano una spessa barriera di
diffidenza. Anche il figlio Eugenio aveva avuto problemi di socializzazione
dovuti alla scarsa conoscenza della lingua ma anche al suo carattere introverso
e a tratti violento.
Eugenio era ritornato da un mese da Boston: frequentava con una certa assiduità
solo un cugino. Gli abitanti
di
Carife raccontano che era un ragazzo strano e che gli piaceva bere birra. Poi
l’episodio dell’altra sera, in chiesa, aveva ulteriormente allargato il
divario con la comunità Il giovane si era recato all'interno della Chiesa di
San Giovanni Battista. A quell'ora una settantina di fedeli stavano recitando il
Santo Rosario e senza poter far nulla hanno assistito al delirio del giovane
che, dopo aver messo la testa nell’acquasantiera ed aver bevuto l’acqua, era
salito sull’altare dove aveva bevuto il vino della Messa, pronunciando frasi
in americano che nessuno dei presenti ha capito. Poi la scoperta del delitto
nell’abitazione in periferia, in una zona praticamente disabitata.
Pochi i vicini di casa e i giudizi sulla famiglia sono abbastanza severi. Per
Gaetano Di Lorenzo, 75 anni, pensionato della Forestale, la vittima «non era
certo quello che si dice un brav'uomo, anzi era molto violento ed aveva dei giri
strani. Spesso ho visto dei movimenti molto sospetti davanti casa sua. Una volta
hanno addirittura cercato di intontirmi con del veleno per le mosche».
L’anziano signore racconta che «Eugenio qualche giorno fa, insieme ad un suo
cugino, mi ha chiesto una scala per poter entrare in casa, sfondando un vetro,
visto che aveva perso le chiavi. Ho provato a chiedergli del padre, perché
doveva ridarmi un trapano prestatogli qualche giorno fa, ma lui ha tagliato
corto dicendomi che il trapano me lo avrebbe ridato nei prossimi giorni».
Nel bar della piazza nessuno vuole commentare la notizia: la sensazione è
quella di voler prendere le distanze da una tragedia che con la realtà del
paese ha poco a che fare.
I pochi giovani che parlano, raccontano di Silvano come un uomo violento e
dotato di una gran forza. L’operaio dopo molti anni era ritornato a Carife
dagli Stati Uniti (dove, secondo alcuni, aveva dei problemi con la giustizia).
In quest’ultimo periodo stava lavorando come piastrellista in Toscana. In
paese si faceva vedere poco e non aveva amici visto il brutto carattere. Non
era, insomma, un tipo socievole e da frequentare: per un niente andava su tutte
le furie.
Anche il parroco del paese Don Gerardo racconta lo
sconcerto che ha destato la notizia.
«Silvano Pezzano era una persona con difficoltà familiari - ricorda il
sacerdote - anche di natura economica. Era implicato in situazioni forse
difficili da gestire. Viveva tra l’America e l’Italia e questo gli impediva
di avere relazioni sociali forti. Il figlio non si era inserito nella comunità,
anche per le difficoltà di lingua ma non aveva mai dato grossi problemi. Un
dramma che ha sconvolto il paese. Dispiace per il padre ma anche per il giovane
che ha segnato, forse irrimediabilmente, la sua vita».
La tragedia piomba in una Carife immersa
in un clima di campagna elettorale. L’omicidio di Silvano Pezzano distoglie
l'attenzione della gente dal pur imminente appuntamento con le urne. Il sindaco
uscente Carmine Di Giorgio apprende la notizia solo in mattinata, mentre sta per
recarsi in Municipio dove, di lì a poco, terrà una delle ultime riunioni del
suo mandato. È sbigottito, sorpreso. Si ferma un attimo, poi riprende il suo
lavoro lasciandosi andare ad un unico commento. «Siamo di fronte ad una
situazione molto delicata ed ancora con troppi lati oscuri, che coinvolge un
nostro concittadino».
I due candidati a sindaco si dicono sorpresi. Raffaele Di Ianni e Bruno
Salvatore hanno entrambi avvertito la sensazione di un paese sotto choc, scosso
da un accadimento inaspettato.
Sull’episodio non si sbilanciano, sicuri che la magistratura e le indagini
delle forze dell’ordine porteranno alla ricostruzione completa della vicenda.
Una tragedia che segnerà la campagna elettorale? I candidati si dicono sicuri
che dopo questi giorni di sbandamento si tornerà a parlare di campagna
elettorale, pur se con l'animo triste e ancora scosso. Già domenica, Salvatore
ha predisposto il suo primo comizio. «C’è dispiacere e dolore - dice -.
Nelle prossime ore, valuteremo l’opportunità di confermare la data delle
uscite che, credo, resti domenica»". Anche Di Ianni non ha ancora fissato
le date, ma mostra un pensiero che viaggia sugli stessi binari del suo sfidante.
«Quel che è successo - spiega - lascia un segno indelebile nella nostra
comunità, un’amarezza profonda. Siamo di fronte a una competizione elettorale
che non altererà il rispetto e la stima che ognuno nutre per gli altri».
[Fonte: Il Mattino. Venerdì 28 Maggio 2004]
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Il
parricida non risponde al giudice
Carife. Primo interrogatorio presso il
carcere di Ariano Irpino di Eugenio Pezzano, il 24enne accusato dagli inquirenti
di aver ucciso il padre Silvano nella sua abitazione di Carife con una mazza di
baseball e di aver celato il corpo per otto giorni. Eugenio Pezzano ieri mattina
nel corso dell'interrogatorio effettuato alla presenza del gip Mariella
Ianniciello, e dell'avvocato difensore Irene Masciolla, nominato d'ufficio dal
Tribunale di Ariano si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’udienza
è durata qualche ora. Eugenio Pezzano è rimasto sereno e freddo per tutto il
tempo. Non c'è stato nessun momento di tensione o attimi di cedimento. Ha
seguito attentamente le domande formulate dal gip, che è stato coadiuvato da un
interprete per interloquire con il ragazzo che spiaccica solo qualche parola in
dialetto, ma non ha ammesso di aver ucciso il padre.
In tempi brevi l'avvocato Masciolla chiederà una perizia tecnica per valutare
l'infermità mentale dell’indagato. A questa unirà istanza al Tribunale del
Riesame per un immediato trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario.
Un ricovero necessario secondo il legale per valutare attentamente la posizione
dell'assistito. La difesa ha fatto leva sul fatto che, nonostante il Pezzano
avesse ammesso al cugino di aver compiuto l'efferato delitto, nessun testimone
potrebbe avallare tale tesi in quanto il ragazzo soffre di continui disturbi
psichici. Alla fine dell'interrogatorio Pezzano ha chiesto solo di uscire dal
carcere.
Intanto ieri mattina il gip ha confermato la misura della
custodia cautelare in carcere per probabile pericolo di reiterazione del reato,
fuga e inquinamento delle prove. Una brutta storia, questa, che ha sconvolto la
piccola comunità di Carife. Intanto le forze dell'ordine hanno avvisato i
familiari in America dell'accaduto. La vittima, Silvano Pezzano, si era
trasferita a Boston da circa trenta anni dove risiede ancora la moglie e il
primo figlio. Un matrimonio fallito. E l'operaio italo americano ritorna a
Carife. Ma Silvano, uomo dal carattere burbero, mercoledì sera è stato trovato
cadavere dai carabinieri sul letto della sua abitazione in via Belvedere con il
cranio fracassato. È stato proprio il figlio a confessare ai parenti. Poi ha
smentito agli inquirenti.
Ma sospetti a suo carico gravavano ultimamente circa il suo anomalo
comportamento in paese e fuori: l'episodio in autostrada e quello più
scellerato compiuto in chiesa dove ha seminato il terrore. Ma quale potrebbe
essere stato il movente dell'omicidio? Forse un raptus o una storia di
tossicodipendenza.
Le indagini in tal senso continuano a tutto campo. Frattanto, a fare piena luce
sull'accaduto sarà indispensabile l'autopsia che si effettuerà nei prossimi
giorni sul corpo della vittima. La cronologia dei fatti potrebbe inchiodare alle
sue responsabilità Eugenio Pezzano.
[Fonte: Il Mattino. Sabato 29 Maggio 2004]
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Il giovane davanti al GIP nega tutto
Omicidio di Carife "Non ho ucciso io mio padre"
Carife - Eugenio Pezzano continua ad insistere: non ho ucciso io mio padre. Il giovane americano che da qualche settimana si era trasferito a Carife continua a negare di aver assassinato il padre. Ieri, difatti, è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari, Mariella Ianniciello, presso il carcere di Ariano Irpino. Per il momento è accusato di omicidio volontario. All'inmterrogatorio era presente anche l'avvocato difensore. Una vicenda, comunque, che deve essere ancora tutta chiarita. Le indagini, dopo che la Procura della Repubblica di Ariano Irpino ha aperto un'inchiesta, sono seguite dai carabinieri della compagnia di Ariano Irpino guidati dal capitano Gianluca Piasentin. Anche ieri gli investigatori assieme alla polizia scientifica della questura di Avellino hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell'abitazione di Carife dove si è consumato il delitto. Non è ancora chiaro, però, quando sia maturato l'omicidio. Probabilmente una settimana fa. Alla base del delitto i continui litigi tra padre e figlio. Probabilmente, Eugenio, ha perso la calma. Ha afferrato la mazza da baseball ed ha colpito ripetutamente il padre alla testa provocandogli profonde lacerazioni. Poi è fuggito via. L'assassinio è maturato in un ambiente di grande disagio. Il ragazzo, difatti, non parla neanche una parola di italiano. Ha difficoltà ad esprimersi e per questo motivo durante l'interrogatorio è stato assistito da un interprete. Comunque, gli inquirenti restano convinti della colpevolezza del giovane. Di sicuro, ora, la difesa si giocherà la carta dell'infermità mentale. Ma stando alle indiscrezioni già nelle prossime ore potrebbero esserci importanti novità per la risoluzione del caso.
[Fonte: Il Mattino. Sabato 29 Maggio 2004]
Massacrato con una mazza da baseball. Non ha avuto scampo Silvano Pezzano, 54 anni, l'operaio di Carife (Avellino), un piccolo centro della Valle dell'Ufita, il cui cadavere è stato ritrovato in stato di decomposizione nella camera da letto della sua abitazione in via Belvedere.
Per gli investigatori ad ucciderlo sarebbe stato il figlio Eugenio, 24 anni, nato e cresciuto in America che l'anno scorso, insieme al padre, era tornato per la prima volta in Italia, nel suo paese di origine.
A scoprire il corpo senza vita di Silvano Pezzano sono stati i parenti ai quali il giovane, in stato confusionale, aveva denunciato la notte scorsa la scomparsa del padre. Eugenio, che parla poco e male l'italiano, è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio dal capitano Gianluca Piasentin, che comanda la compagnia dei carabinieri di Ariano Irpino (Avellino): non ha confessato ma le prove raccolte a suo carico lascerebbero poco spazio ai dubbi.
[Fonte: l' Espresso Online. Avellino, 27 maggio 2004 - 18:04]
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Uccide padre con mazza da baseball
Avellino, arrestato 24enne
Tragedia familiare a Carife, in Irpinia, dove un 24enne è sospettato di aver ucciso il padre con una mazza da baseball. Il corpo di Silvano Pezzano, 54 anni, è stato trovato in stato di decomposizione nel suo letto. Per gli inquirenti l'autore del terribile delitto sarebbe il figlio Eugenio, nato e cresciuto in America e che l’anno scorso, insieme al padre, era tornato per la prima volta nel paese d’origine. Il giovane è stato fermato.
Il parricidio risalirebbe 8 giorni fa, ma l'atroce delitto è stato scoperto solo adesso. A ritrovare il corpo senza vita dell’uomo assassinato sono stati i parenti ai quali il giovane, in stato confusionale, aveva denunciato la notte scorsa la scomparsa del padre. Eugenio, nonostante sia stato sottoposto ad un lungo interrogatorio, non ha confessato. Tuttavia, le prove raccolte a suo carico lascerebbero poco spazio ai dubbi.
l bastone da baseball che il presunto assassino aveva portato dagli Stati Uniti, è stato trovato all'interno dell'abitazione sporco di sangue: la vittima è stata colpita con inaudita violenza da decine di colpi al capo e al volto. Dopo un lungo interrogatorio, il presunto parricida è stato sottoposto a fermo e portato in carcere.
Eugenio avrebbe ucciso suo padre sette-otto giorni fa. Subito dopo l'omicidio, sconvolto, si è allontanato a piedi da Carife, teatro della tragedia, ed è stato ritrovato in stato di semi-incoscienza nelle campagne di Solofra, a cinquanta chilometri da Carife. Il giovane è stato ricoverato in una struttura pubblica ma subito dimesso.
A chi gli chiedeva notizie dei suoi familiari Eugenio avrebbe risposto che suo padre lavorava lontano da Carife. Nel piccolo paese della Valle dell'Ufita, con sempre meno abitanti a causa della forte emigrazione, il ragazzo viene descritto come una persona instabile. Una condizione di fragilità mentale che si è aggravata col passare del tempo e che è esplosa subito dopo il trasferimento in Italia dagli Usa, dove è invece rimasta la madre, per tornare in Italia nel paese da cui erano partiti trenta anni fa i suoi genitori.
[Fonte: TG Com Cronaca. Venerdì 28 Maggio 2004]
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DELITTO AVELLINESE, FERMATO FIGLIO
La morte risale ad alcuni giorni fa, cadavere trovato oggi
(ANSA) - AVELLINO, 27 MAG - Il corpo senza vita di un uomo di 54 anni, Silvano Pezzano, e' stato ritrovato a Carife in provincia di Avellino. I carabinieri hanno sottoposto a fermo il figlio, Eugenio, 24 anni, che soffrirebbe di depressione. Il corpo dell'uomo, in stato di decomposizione, e' stato ritrovato nella sua abitazione, la morte risalirebbe a non meno di una settimana fa. La vittima e' stata colpita ripetutamente alla testa con una mazza da baseball.
[Fonte: News 2000 - libero.it. 27 Maggio 2004]
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IL PARRICIDIO DI CARIFE
ESEGUITA L'AUTOPSIA SUL CORPO DI PEZZANO
Carife. E' stata eseguita ieri pomeriggio l'autopsia sul corpo di Silvano Pezzano, il 55enne di Carife ritrovato cadavere una decina di giorni fa nella sua abitazione di via Belvedere in località Fossi. L'autopsia ha evidenziato anche alcuni segni che potrebbero essere ricondotti a una colluttazione. Sono stati effettuati anche gli esami dattiloscopici e tossicologici per accertare la presenza di alcool o droga. Intanto l'unico indiziato di omicidio rimane il figlio della vittima Eugenio. Il 24enne dopo aver confessato al cugino il parricidio, rimane ancora in carcere. La moglie della vittima che giungerà a Carife nella giornata di domenica ha nominato tramite consolato due avvocati, Vincenzo Fiume e Antonello Aucelli di Montecalvo, per seguire da vicino la vicenda. I due legali hanno affidato l'incarico di consulente tecnico al professore Antonio Perna.
[Fonte: Il Mattino. Venerdì 4 Giugno 2004]
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IL S.GIOVANNI RITROVA
GIACOMO FRANCESCA
Dopo un lungo infortunio
il centrocampista ritorna
a disposizione per il rush finale.
(alsav) E' stato quasi un campionato intero affacciato alla finestra in attesa di trovare la cura giusta per uscire fuori dal tunnel della pubalgia. C'è riuscito finalmente, dopo otto lunghissimi mesi (in pratica dalla fine dello scorso campionato), grazie alla terapia intensiva e scrupolosa del dottor Raffaele D'Ettorre attraverso l'agopuntura auricolare. Un metodo assai efficace che in un batter d'occhio ha rimesso in piedi una delle pedine più importante ed esperta del San Giovanni diSan Giorgio, la capolista attuale del girone D......
[Fonte: Il Sannio quotidiano. Giovedì 15 aprile 2004]
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SOS DEGLI
AUTOMOBILISTI
Le mucche invadono
la strada statale
allarme in Baronia
Statale 91, pericolo mucche al pascolo.
Accade sovente, soprattutto durante le ore notturne, che gli automobilisti in
transito nel tratto tra i comuni di Carife e Vallata si imbattano in grossi
bovini che occupano gran parte della carreggiata. Più volte, soprattutto a
causa della mancata illuminazione, si sono sfiorati gravi incidenti. Si tratta
di una mandria allo stato brado che occupa alcuni terreni boscosi della zona.
Gli animali appartengono ad una serie di allevatori del Montellese che hanno
firmato regolari contratti di fitto con privati cittadini di Carife. La mancanza
di recinzioni all'interno del bosco fa sì che, spesso e volentieri, i bovini
invadano la strada e i terreni circostanti. Molti sono stati i privati che,
negli ultimi giorni, hanno presentato un esposto ai carabinieri per chiedere che
le mucche vengano allontanate dalla zona. Lo stesso sindaco di Carife, Carmine
Di Giorgio, sollecitato da numerose istanze di suoi concittadini, ha
sottoscritto una diffida, inviata anche a forestale e carabinieri, nei confronti
degli allevatori, affinché abbandonassero la zona e ripristinassero lo stato
dei luoghi. Per ora, però, il problema resta irrisolto. "Nei prossimi
giorni - fanno sapere dal Comune - il sindaco provvederà ad emettere
un'ordinanza per evitare il protrarsi di questa situazione incresciosa».
[Fonte:
Il Mattino. Lunedì 5 Gennaio 2004]
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SANGUE
SULL’ASFALTO
Tragedia della strada lungo la provinciale
fondovalle Ufita. Un tremendo impatto tra due autovetture, verificatosi poco
prima delle 17 di ieri, è costato la vita a Elio Lungarella, 70enne di Carife.
L'uomo, rientrato nel paese natale dopo lunghi anni trascorsi in Venezuela,
viaggiava a bordo della sua fiat Uno, in direzione Grottaminarda quando, in
prossimità del bivio per Carife, ha svoltato per entrare in un'area di
servizio. Durante la manovra è stato investito in pieno da una monovolume che
procedeva verso Vallata.
Lo scontro è stato tremendo. L'utilitaria si è girata su se stessa, andando ad
impattare contro un palo della luce. Il 70enne è rimasto imprigionato nelle
lamiere. È stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento
di Grottaminarda per tirarlo fuori, quando ancora in vita. Appena caricato a
bordo dell'ambulanza del 118 di Vallata, l'uomo è spirato.
Gli occupanti dell'altra automobile, fratelli e, ironia del destino,
rappresentanti di servizi per pompe funebri, sono stati soccorsi e trasportati
presso l'ospedale di Ariano Irpino. Entrambi se la sono cavata con qualche
contusione e tanto spavento. I sanitari gli hanno diagnosticato una prognosi di
15 giorni.
Sul posto si sono portati i carabinieri delle stazioni di Castel Baronia e
Vallata, oltre ad una volante del nucleo radiomobile della compagnia di Ariano.
Immediata la ricostruzione della dinamica, più difficile il lavoro per
stabilire le colpe di questo tragico impatto. Sicuramente, l'auto dei fratelli
Sanzio di Ariano procedeva a grossa velocità.
Intanto, la salma di Lungarella, dopo la ricognizione esterna del cadavere
tenuta dal medico legale Oto Macchione, è stata riconsegnata alla famiglia su
disposizione della dottoressa Palladino della procura di Ariano.
Numerose le persone accorse, soprattutto dalla vicina Carife, sul luogo della
tragedia. Tutti conoscevano Elio, sempre cordiale e gentile. Il tremendo
impatto, come accade sovente in questi casi, ha aperto nuovamente un vespaio di
polemiche sulla sicurezza in quel tratto della fondovalle, assai trafficata in
quanto strada di collegamento per Baronia e Alta Irpinia con la zona Asi di
Flumeri e la bassa Valle dell'Ufita.
Il punto in cui è avvenuta la tragedia è stato, spesse volte, nel mirino delle
amministrazioni locali come zona poco sicura, soprattutto per l'alta velocità
con cui vi sopraggiungono i veicoli provenienti da entrambe le direzioni.
Proprio nei giorni scorsi era stata avanzata la proposta di creazione di
un'unita semaforica per meglio regolare il deflusso di autovetture. La polemica
è destinata, dopo l’ennesimo incidente mortale, ad aumentare. La tragedia in
cui ha perso la vita Elio Lungarella, infatti, ha riaperto, per i cittadini di
Carife, una questione delicata, da risolvere nel giro di breve tempo. Intanto, i
carabinieri della stazione di Castel Baronia sono impegnati a vagliare
dettagliatamente i rilievi planimetrici e fotografici per stabilire tutte le
responsabilità dell’incidente.
[Fonte: Il Mattino. Sabato 3 Gennaio 2004]
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03-06-2003 Incendio distrugge capannone agricolo
Un incendio di grosse proporzioni si è sviluppato, nel primo pomeriggio di ieri, in un capannone di contrada Toppola di Carife. La struttura ubicata a pochi metri da un'abitazione, ha preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento. Molto probabilmente è stato un cortocircuito di alcuni fili elettrici collegati con l'abitazione a far scaturire le fiamme. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di Grottaminarda che, dopo qualche ora, sono riusciti a domare le fiamme. I pompieri, inoltre, hanno provveduto a mettere in salvo anche buona parte degli animali presenti nel capannone. Poche, fortunatamente, infatti, le perdite, tra mucche, maiali e galline. I proprietari, però, hanno dovuto lamentare la distruzione delle oltre cinquecento balle di fieno contenute all'interno della struttura. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato, comunque, che l'incendio si propagasse anche all'abitazione. Le fiamme, infatti, hanno lambito la casa, arrivando a provocare qualche danno alle finestre in legno presenti su di un lato dello stabile e facendo temere il peggio. L'intervento tempestivo degli uomini del distaccamento di Grottaminarda ha evitato che l'incendio interessasse altre strutture presenti nella zona. Non è la prima volta, infatti, che in Valle Ufita e nella Baronia, gli incendi scaturiti per cause banali provocano ingenti danni alle imprese agricole.
[Fonte: Il Mattino. 3 giugno 2003]
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08-02-2003 Sgombrate sette case per la frana
Non si contano più i danni provocati dal maltempo delle ultime settimane. In molti paesi, frane e smottamenti vari hanno creato non pochi disagi, ma anche paura e polemiche. E, i movimenti franosi non sembrano proprio volerne di arrestarsi. La situazione è in continua evoluzione. Molti i casi segnalati nelle ultime ore, nonchè diverse le chiamate ai vigili del fuoco dei distaccamenti presenti in provincia. Nonostante il lieve miglioramento delle condizioni climatiche registrato nelle ultime ore, infatti, l'ondata di danni non accenna a placarsi. E' il caso della contrada toppola a Carife dove è stata segnalata una tra le situazioni più gravi delle ultime ore. Un vasto movimento franoso, infatti, sta interessando la zona, minando l'incolunità dei cittadini. Nella mattinata di ieri si sono recati sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Grottaminarda che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a delimitare i confini della frana. In questo sono stati facilitati dall'intervento dell'amministrazione comunale del piccolo comune della Baronia. Il sindaco Carmine Di Giorgio, infatti, avevagià firmato l'ordinanza di sgombero per le abitazioni maggiormente a rischio. Sette i provvedimenti firmati dal primo cittadino, di cui uno strettamente necessario e gli altri, a giusta ragione, a scopo soprattutto precauzionale. Ora, come tengono a confermare i vigili del fuoco, il movimento franoso può dirsi sotto controllo anche se occorre tenere sotto stretta osservazione la situazione e provvedere in tempi rapidi ai lavori di sistemazione. La frana, oltretutto, ha portato all'emissione del decreto di chiusura di chiusura della strada che, per il momento, è ancora inaccessibile. Non è però questo l'unico caso del genere che ha interessato la zona a ridosso della fondovalle. Uno smottamento di non lieve entità quello venuto giù lungo la strada che collega Vallata all'importante arteria viaria.
[Fonte: Il Mattino. 8 febbraio 2003]
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23-09-2000 Ancora incerta l'apertura del museo archeologico di Carife
Ancora in alto mare il progetto per l'istituzione di un Museo Archeologico a Carife (AV). Nonostante l'immediata disponibilità di un attrezzato ed elegante edificio, le stanze restano per il momento vuote. Il ritardo nella concessione degli appalti per l'esecuzione dei lavori, sembra spostare a data imprecisabile l'apertura di questa istituzione. Interessante materiale archeologico dall'epoca neolitica sino alla romanità giace nei depositi della Sovrintendenza. Anche le possibilità che il Museo poteva offrire come fonte di lavoro per la gioventù disoccupata sembrano vanificarsi. Ancora una volta i conflitti di interessi tra i Comuni e Associazioni di tutela hanno portato ad un blocco dello sviluppo culturale e turistico di una zona. Si spera in una soluzione a breve termine del contenzioso con indubbi vantaggi per tutti.
[fonte: Il Mattino. 17 settembre 2000]