Carife: in campo Salvatore con "Trasparenza e Libertà"

        Presentata la prima lista civica che parteciperà alla competizione elettorale. L'avvocato Ermanno Salvatore guiderà la compagine

        denominata "Trasparenza e Libertà per Carife". Sono candidati a consiglieri: Cafora Giovanni, Capobianco Ivan Pasquale, Colicchio

         Domenico, De Luca Michele, De Mitri carmelo, Lodise Antonio, Luongo Federico, Napolitano Michele, Pelullo Francesco, Pezzano

         Benvenuto, Sallicandro Paolo e Tanga Alfonso. Stamattina si prevede la presentazione di altre tre liste.

        da "Il Mattino" sabato 9 maggio 2009

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CARIFE

Tre le liste in gioco? Attesa anche per Di Ianni

        Tre o addirittura quattro liste per Carife. Gli aspiranti sindaci sono Enzo Salvatore, Ermanno Salvatore e Carmine Di Giorgio.

        Ancora non si intravede una situazione chiara per quanto riguarda la conferma e l'ufficializzazione delle liste che, tra l'altro al momento,

        pare non abbiano nè nomi e nè simboli. La quarta coalizione, che però potrebbe saltare, è quella di Giustino Di Ianni. Si aspettano le

        decisioni dell'ultima ora questa mattina presso il comune di Carife.

        da "Ottopagine" sabato 9 maggio 2009

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 Carife - Maltempo, frana sulla ex 91 bis: ripristinata circolazione

 Carife - Ci sono sicuramente le abbondanti precipitazioni di queste ore alla base della frana che ha interessato questa mattina la strada provinciale ex 91 bis nel tratto compreso tra Carife e Vallata in località Ponte Iachino. Sei metri cubi di materiale franoso, tra fango e massi, si sono riversati sulla strada al km 28 impedendo la regolare circolazione delle vetture. Sul posto sono intervenuti tecnici dell'amministrazione provinciale e i Carabinieri di Castel Baronia che hanno provveduto alla rimozione dei detriti, ripristinando la normale viabilità.

(giovedì 5 marzo 2009 alle 14.04)

 

 

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Carife - Studenti-archeologi sulle orme degli antichi romani

“Sulle orme di Orazio”. E’ il titolo del modulo di Archeologia che i ragazzi dell’Istituto comprensivo “P.A.Martini” stanno svolgendo nei plessi di Carife e Castelbaronia. I docenti e gli esperti condurranno i ragazzi della scuola secondaria di I grado lungo i sentieri della preistoria e della storia antica che dal Neolitico conducono alla romanizzazione. I laboratori e le lezioni del modulo (che prevede 50 ore) sono partiti dai ritrovamenti di “Aia di Cappitella” una località a sud-est di Carife dove, negli anni scorsi, è stato rinvenuto un villaggio risalente al VI millennio a.C. Nella località sono state rinvenute anche alcune strutture di combustione che hanno richiamato l’attenzione degli esperti per la loro peculiarità e per la presenza copiosa di ossidiana. Proseguiranno con lo studio del ritrovamento di “Isca del Pero”, una località situata sulla sponda destra dell’Ufita, lungo il torrente Olivella, in territorio di Castelbaronia. Qui, un altro villaggio, risalente all’Eneolitico, ha restituito alcuni scheletri in posizione rannicchiata. Si passerà,poi, all’analisi della presenza della civiltà dell’età del Ferro che diede origine alla facies di Cairano-Oliveto Citra e consentì il recupero della famosissima “Principessa di Bisaccia”, unica e conosciuta in tutto il mondo. La maggior parte delle lezioni verterà sulla presenza in questi luoghi dei Sanniti, una popolazione italica che si insediò nella valle dell’Ufita intorno al VI secolo avanti Cristo e operò fino al III secolo quando fu conquistata e repressa dai Romani, per mano del console Decio Mure nel 292 a.C. Il modulo si concluderà con la romanizzazione dell’area con lo studio della città senza nome di Fioccaglie di Flumeri, la villa romana di Piano D’Occhio, il tracciato della via Appia attraverso la V satira del poeta latino Orazio Flacco.

(domenica 1 febbraio 2009 alle 18.19)

 

 

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Terza Categoria - Carife pronto a ritirare la squadra dal campionato

Dopo la stangata inflitta dal Giudice Sportivo che ha fermato ben quattro elementi. Il Carife, società di Terza Categoria, è intenzionata ad adottare azioni clamorose come il ritiro della squadra dal campionato se il reclamo ufficializzato in settimana non verrà accolto.

(venerdì 5 dicembre 2008 alle 12.58)

 

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Carife - Il forum organizza il corso per assaggiatori di olio

Carife - Le produzioni agro-alimentari tipiche e lo sviluppo rurale, rappresentano ormai un binomio rappresentativo e significativo per l’Irpinia, un’area che ha evidenti potenzialità in questi settori per il suo grande patrimonio di tradizioni produttive agro-alimentari. Molti dei prodotti tradizionali, nonostante il loro livello di eccellenza qualitativa, rimangono confinati per le ridotte dimensioni della filiera produttiva a un bacino di consumo poco più che locale con sistemi di produzione che molto spesso presentano ritardi di sviluppo rispetto ad altre aree rurali nazionali. Questo costituisce un ostacolo nella strada della riconoscibilità delle produzioni su mercati più ampi, malgrado il crescente interesse dei consumatori per i prodotti di nicchia e di qualità, e mette a rischio la stessa riproducibilità del sistema produttivo nel tempo. Sulla base di queste considerazioni è emersa la volontà di realizzare una campagna di sensibilizzazione, atta a migliorare le capacità locali nel riconoscere i prodotti di qualità. Per tale ragione il forum dei giovani di Carife, in collaborazione con il Comune di Carife, la Provincia di Avellino, la Comunità Montana dell’Ufita e con l’Umao (Unione mediterranea assaggiatori di olio), ha promosso un “Corso base per assaggiatori di olio”, quale primo passo di una strategia volta al raggiungimento dell’obiettivo sopraindicato.
Il corso ha più finalità: vuole sensibilizzare dei produttori e dei consumatori per migliorare la qualità media degli oli extravergini; divulgare la conoscenza del prodotto olio di qualità fra i consumatori, a partire dagli studenti e dai giovani; diffondere dei criteri che definiscono la qualità, per l'educazione dei consumatori e infine classificare gli oli extravergini di oliva. Il corso sarà tenuto da assaggiatori esperti appartenenti all’Umao e sarà articolato in 5 incontri, alcuni dei quali con olivicoltori e produttori nazionali (Hirpus – Olio extravergine biologico, 5 gocce per l’extravergine della varietà ravece e 4 per l’ogliarola nella guida dei sommelier). Il corso è rivolto ai giovani tra i 16 ed i 29 anni, esperti ed appassionati nella misura massima di 20 persone. Il responsabile dell’iniziativa sarà la Dott.ssa Paola Fioravanti, Presidente Unione Mediterranea Assaggiatori Oli, coadiuvata da Michelearcangelo Minieri, rappresentante produttori locali, dai responsabili del forum giovanile di Carife, Rocco Pelosi e Lorenzo De Angelis e dai proprietari dei frantoi oleari locali. Il corso si svolgerà tra settembre e ottobre, presso il centro sociale “G.Zizza” di Carife.

(lunedì 22 settembre 2008 alle 19.57)

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Motociclismo - Gino Salvatore pronto per il salto in Superbike

Nel panorama nazionale del Motociclismo si consolida la scuderia avellinese de il “Team Fucile Racing”. Durante il campionato italiano velocità Superstock 1000 Civ, nelle sei gare disputate il roster irpino ha ottenuto il miglio risultato, come team privato grazie a Gino Salvatore (
originario di Carife). La sua Yamaha R1 è volata in pista e il pilota irpino e arrivato al settimo posto assoluto in sei gare disputate. Oltre a Salvatore, altro punto di forza della scuderia avellinese è Lucio Cecere di Montefusco. Lucio nel trofeo R1 Marchesini Cup 2008 come prima esperienza ha ottenuto il ventesimo posto, traguardo importante per un esordiente. La società sta programmando la prossima stagione: l’obiettivo del sodalizio è quello di partecipare al campionato italiano Superbike con Gino Salvatore e di presentarsi nuovamente al nuovo trofeo Marchesini con Lucio Cecere. Ad Avellino un’altra passione sta coinvolgendo tutti, quella per le due ruote.

(giovedì 20 novembre 2008 alle 13.14)

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Carife.

Poteva trasformarsi in una tragedia l'incidente accorso a Carife nella tarda serata di ieri. M. G. B., 24 anni, di Carife, ha rischiato la vita a bordo della sua Lancia Y. La ragazza aveva appena percorso la via interpoderale che attraversa contrada Toppola e che collega il centro abitato alla Fondovalle Ufita. Ha superato lo stop per entrare nello spazio antistante la pompa di benzina dove era diretta, quando una Bmw 318 proveniente da Vallata che avanzava velocità sostenuta, guidata da N. L. 66 anni, di Mirabella, ha investito in pieno l'utilitaria guidata dalla ragazza. L'impatto è stato violento. Immediatamente allertata è intervenuto il 118 di Vallata. La ragazza è stata immobilizzata e trasportata presso l'ospedale di Ariano. Sono intervenuti sul posto i carabinieri della stazione di Castelbaronia. Le condizioni della giovane sono ritenute serie.

Fonte Il Mattino del 01/11/2008

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CARIFE, DURA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE D'OPPOSIZIONE

Attacco di De Luca: dove sono i fondi della ricostruzione?

Carife - Che fine hanno fatto i soldi della ricostruzione post terremoto a Carife? Questo l'interrogativo posto dal Consigliere d'opposizione Michele De Luca attraverso alcuni manifesti che da diversi giorni sono affissi sui muri e sulle vetrine dei locali pubblici del paese. Il rappresentante della minoranza, assumendosi tutte le responsabilità delle proprie affermazioni, accusa il Comune di non aver erogato alcun contributo di ricostruzione o di riparazione dell'anno 2002 ad oggi, e questo nono stante il Cipe con tre distinti finanziamenti abbia messo a disposizione dell'ente la "non trascurabile somma di 2.342.726,00 euro. Carte alla mano De Luca cita le delibere Cipe di stanziamento. Poi si domanda: "Quante nuove case si potevano costruire con tali somme? Perchè non ne è stata ricostruita nessuna? Ma soprattutto: che fine hanno fatto i soldi, visto che in cassa, presso la Banca d'Italia che detiene la contabilità speciale di tali fondi sono rimasti soltanto 50.932,34 euro?". I soldi, sottolinea ancora il consigliere, "sono stati spesi, ma per quali finalità, se tali finanziamenti erano soggetti a "destinazione vincolata""?. Per ora dall'amministrazione c'è silenzio, "sintomo - conclude De Luca - della difficoltà degli amministratori a giustificare una gestione della cosa pubblica fuori da ogni schema e da ogni logica legalitaria".

Fonte: Il Corriere dell'Irpinia - 16/9/2008

 

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Carife - Arrestato dei Carabinieri per tentato omicidio

I Carabinieri della Stazione di Castel Baronia hanno arrestato un 46enne originario di Montella ma da anni residente a Carife con l’accusa di Tentato Omicidio e Violenza Privata. I fatti risalgono allo scorso marzo quando padre e figlio di Carife, che già in passato avevano avuto forti dissidi con la persona arrestata, si stavano recando presso i propri fondi. L’arrestato immediatamente aveva cercato di tagliare la strada ai due con la propria autovettura, ma dopo aver cercato invano di farlo uscire dalla carreggiata avvicinandosi con la sua autovettura, aveva deciso di estrarre un fucile da caccia e sparare all’indirizzo dei due malcapitati un colpo d’arma da fuoco. Dopo la denuncia sporta dai due qualche giorno dopo il fatto che li aveva visti protagonisti, i Carabinieri della Stazione di Castel Baronia hanno iniziato una certosina indagine volta ad acclarare eventuali responsabilità a carico di B.R. ed è risultato dagli accertamenti dei Carabinieri che la vettura su cui viaggiavano i due era stata raggiunta da diversi pallini all’altezza del finestrino posteriore sinistro e solo grazie alla velocità dell’auto il conducente non ne era stato colpito. I militari, inoltre, nel corso di una perquisizione domiciliare hanno rinvenuto un fucile calibro 36, nonchè diverse munizioni, tutto illegalmente detenuto. Infine, sono state raccolte ulteriori testimonianze che hanno permesso di appurare che l’arrestato aveva rivolto ai due frasi con tono minaccioso e intimidatorio. Visto quanto emerso nel corso delle indagini, il P.M. Marina Campidoglio ha chiesto un’ordinanza di custodia cautelare al G.I.P. presso il Tribunale di Ariano Irpino mentre il Giudice per le indagini preliminari, Gabriella Bonavolontà, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di B.R. allevatore, quarantaseienne residente in Carife. I Carabinieri dopo aver eseguito la misura e averne data notizia al Procuratore, Dott. Amato Barile e alla Dott.ssa Campidoglio, hanno tradotto la persona arrestata presso il proprio domicilio a disposizione dell’autorità giudiziaria.

(sabato 24 maggio 2008 alle 18.44)

 

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Carife - Blocco di un guado: cittadini in protesta

Carife – In Ufita brulicano le proteste. Ha avuto luogo questa mattina la manifestazione da parte di circa 30 cittadini per la chiusura del guado del comune di Carife che attraversa il torrente Ufita. Il blocco del passaggio è stato disposto qualche tempo fa dal Genio Civile su segnalazione del Corpo Forestale dello Stato. I cittadini hanno manifestato in quanto la chiusura del guado blocca l’accesso a molti terreni agricoli ed anche ad alcune abitazioni della zona. Si è trattato di una manifestazione pacifica il cui controllo è stato perpetrato dai Carabinieri di Castel Baronia e Frigento. È stata la pioggia, infine, ad interrompere i manifestanti che hanno tuttavia manifestato l’intenzione di continuare nella protesta ed ottenere la riapertura.

(venerdì 4 aprile 2008 alle 14.58)

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Carife - Nuova tappa per il laboratorio democratico

Carife - “Il laboratorio democratico nella tappa di Carife ha preso visione diretta della sconcertante situazione di questo paese della Baronia che può essere portato a esempio della inquietante inadeguatezza della politica degli ultimi decenni. Abbiamo appreso la storia di un paese in cui si scopre un'imponente fornace romana e la si ricopre per lasciare spazio a un campo sportivo. Abbiamo appreso la storia di un paese in cui vengono alla luce importantissimi reperti archeologici e di allestisce un museo che però non ha mai aperto: ci sono solo le insegne che ti portano davanti a vetrine vuote e polverose. La storia di carife è la storia di tanti nostri paesi: adesso il paese è abitato da un pò d'impiegati e tanti pensionati. tante case e tanta desolazione. e tutto questo in un sito bellissimo, non a caso scelto dai romani per costruirvi le loro ville. Seguiremo con attenzione le vicende di questo paese e ci impegneremo in ogni modo perché il museo venga aperto. Non sarà un'impresa facile perché abbiamo trovato avviliti e sfiduciati anche quelli che si sono tanto battuti per l'apertura del museo: gli storici locali Raffaele Loffa e Salvatore Salvatore”. Questo un sunto del laboratorio itinerante che ha fatto tappa a Carife e che ha visto protagonisti Franco Arminio, candidato al Senato per il Partito Democratico, Michele Minieri, storico, Raffale Loffa, archeologo ed ex sindaco di Carife, Luca Battista, architetto e membro dell’Associazione Ambientalista Amici della Terra, club Irpinia, Felice Storti, presidente del Centro Studi “Giordano Bruno” di Castelfranci, Angelo Verderosa. Ha moderato il dibattito: Salvatore Salvatore, giornalista e scrittore.

(domenica 16 marzo 2008 alle 18.57)

 

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Carife - Sabato la presentazione del volume “Poeti del Sud 3”

Carife – Sabato 1° marzo, presso l’Istituto Comprensivo “Padre Andrea Martini” di Carife, sarà presentato agli alunni delle classi II e III Media l’antologia “Poeti del Sud 3”, a cura di Paolo Saggese.
All’iniziativa parteciperanno i poeti Peppino Iuliano e Nicola Prebenda, Salvatore Salvatore, Direttore di “Vicum” e il Dirigente Scolastico Valentino Stanco.

(giovedì 28 febbraio 2008 alle 18.33)

 

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Carife - ScuoleAperte: entrano nel vivo le lezioni sulla terracotta

Carife - Scuola aperta a Castelbaronia e Carife per imparare a lavorare la terracotta. Sono entrate nel vivo le lezioni sulla manipolazione della terracotta e sull’uso del tornio, impartite a circa 30 studenti da Gaetano Branca, giovane imprenditore locale. Le riunioni scolastiche pomeridiane, che si inseriscono nell’ambito del progetto ScuoleAperte voluto dall’assessorato regionale all’istruzione Corrado Gabriele, vedono coinvolti ragazzi, genitori ed esperti di storia e cultura locale. Gli incontri, direttamente gestiti dal dirigente scolastico Valentino Stanco e dal coordinatore Salvatore Salvatore con la supervisione dello staff di ScuoleAperte diretto da Paolo Monaco, sono già diventati luogo di aggregazione e di impegno socio-culturale. Il modulo sulla terracotta è incluso nel programma “Orto scolastico: zolle di cultura , relazione e socializzazione” che grande successo ha avuto già lo scorso anno e che ha ottenuto il primo posto tra i progetti ammessi a finanziamento dalla regione per l’anno 2007/2008. La scuola, dunque, si fa garante della tutela e della trasmissione della storia e della cultura locale. Basti pensare che le prime testimonianze della lavorazione della terracotta in territorio di Carife risalgono al secondo secolo dopo Cristo. Ne è testimonianza una enorme fornace rinvenuta in contrada Tierzi, in cui sono stati rinvenuti manufatti di pregiata fattura. Una tradizione che affonda le sue radici nella storia più antica del piccolo centro della Baronia, che per decenni ha basato parte della sua economia sulla produzione delle fornaci locali. Il ritorno ad un passato che diventa motivo di riconoscimento nelle proprie radici e di ritorno alla dimensione comunitaria delle giovani generazioni. Un modo per gli adolescenti, che stentano a trovare l’appiglio solido cui legare il filo della propria esistenza, per sviluppare quel senso di appartenenza che dà il conforto di una identità definita a cui fare sempre riferimento.

(domenica 13 gennaio 2008 alle 17.08)

 

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Carife - Torna la 'Fiera della croce', in programma il 2 e 3 giugno

Carife - La festa della croce rappresenta un punto fermo per Carife e per tutta la Baronia, che si ritroverà a partecipare alla quinta edizione della manifestazione. L'organizzazione è stata affidata all'associazione "Deduzioni notturne", il cui presidente e legale rappresentante è Lorenzo De Angelis. L'evento viene realizzato grazie alla preziosa collaborazione di alcuni giovani del posto, tra i quali Alessia Perlingieri i quali, con il loro impegno testimoniano l'attaccamento alle tradizioni locali, che rivendicano con orgoglio. In programma l'esposizione dei prodotti tipici locali della gastronomia e dell'artigianato. Non mancheranno gli intrattenimenti, e non concentrati soltanto sul convivio: sabato, dopo l'aperuta degli stands, è previsto il rito della cottura di ceramica kaku e la rappresentazione teatrale "Malatheatre", mentre domenica la fiera ospiterà la rassegna dei canti popolari. All'evento ha partecipato anche il Comune di Carife.

(mercoledì 30 maggio 2007 alle 23.19)

 

 

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Furto e...beffa alle Poste: rubano e scappano con l’auto di servizio

Carife – Furto, con ‘danno e beffa’ all’Ufficio Postale di Carife. Un colpo messo a segno durante la notte quando ignoti si sono introdotti all’interno della struttura di via Villaggio della Rinascita. Dopo aver forzato le porte di accesso, con l’aiuto di una fiamma ossidrica sono riusciti ad aprire la base della cassaforte che all’interno custodiva il denaro raccolto nel corso delle operazioni della giornata. Un bottino di 15mila euro che ha evidentemente soddisfatto i malviventi che si sono immediatamente dati alla fuga. E come se non bastasse per scappare e far perdere le proprie tracce i ladri sono fuggiti a bordo dell’auto di dotazione dell’Ufficio Postale. Questa mattina, all’orario di apertura dell’esercizio, la scoperta del misfatto. Gli impiegati hanno subito dato l’allarme e sul posto si sono portati i Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino che hanno avviato i rilievi del caso. Le indagini proseguono a 360 gradi per risalire ai responsabili del furto.

(martedì 3 aprile 2007 alle 12.16)

 

 

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Carife - Vino agricoltura e territorio in Irpinia con l'on. Aita

Carife - L'Associazione Altragricoltura organizza per oggi un pomeriggio di confronti su vino agricoltura e territorio. Nella Sala Consiliare del Comune di Carife, a partire dalle 15, si riunirà la costituenda rete dei vignaioli, per decidere le prossime iniziative di mobilitazione e le proposte sulla riforma della viticultura. Durante la riunione si verrà dibattuto il tema: "Il vino lo fanno i vignaioli e la terra. Fuori le multinazionali dalla produzione del vino". Interverranno vignaioli, tecnici, operatori ed amministratori locali. I lavori saranno introdotti da Bruno De Conciliis. Poi alle 19 avrà inizio l'assemblea pubblica sul tema "No al vino delle multinazionali. Si all'agricoltura dei contadini e dei cittadini". Coordina Michele Minieri, introduce Gianni Fabbris (Coordinatore nazionale Altragricoltura), interviene l’On. Vincenzo Aita (europarlamentare di Rifondazione comunista e già Assessore regionale all'Agricoltura), conclude Erasmo Timoteo (coordinatore regionale Foro Contadino Altragricoltura). Alle iniziative in programma parteciperà anche Gennaro M. Imbriano, Segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

(giovedì 22 marzo 2007 alle 12.41)

 

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Carife - Evade dagli arresti domiciliari, in manette 39enne

Carife - I Carabinieri della stazione di Castel Baronia, durante i consueti controlli effettuati nel corso dei servizi di prevenzione, hanno colto in flagranza di reato un     uomo del posto. S.A., trentanovenne, si trovava sottoposto agli arresti domiciliari (sempre ad opera degli uomini della Benemerita) dopo che il 28 novembre scorso aveva tentato un furto presso la ditta “Di e Di Forum s.r.l.” di Flumeri. In quella circostanza, colto sul fatto dai militari della stazione di Flumeri e dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Ariano Irpino, non seppe fornire una spiegazione del fatto che era stato trovato con in mano un quadro elettrico collocato su una macchina intestatrice per il taglio del marmo e staccato poco prima dalla macchina mediante l’utilizzo di arnesi da scasso. Ieri sera i militari non lo hanno reperito presso la sua abitazione e dopo averlo cercato per il centro della Baronia lo hanno rintracciato procedendo così all’arresto per il reato di evasione. L'arresto è il frutto dei controlli intensificati nella zona della Baronia dai militari della Compagnia di Ariano Irpino, al fine di evitare la commissione di reati contro il patrimonio in danno degli abitanti della zona

(giovedì 1 febbraio 2007 alle 11.50)

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Carife - Museo Civico, Di Ianni: “Tutto fermo”

Carife - L’apertura del museo comunale è, a quanto pare, ancora lontana. La telenovela che vede coinvolti Comune, Provincia, Sovrintendenza e Comunità Montana non sembra esser giunta alla fine, con il risultato che il museo, pronto oramai da diversi mesi, non può ancora aprire le porte. “Il museo è ultimato – dice il sindaco Raffaele Di Ianni – ma, malgrado le nostre innumerevoli sollecitazioni, non abbiamo ancora tutte le autorizzazioni necessarie”. Carife, che secondo alcuni studiosi è la città che Plinio chiama “Romulea” nei suoi libri, raccoglie nelle sue aree archeologiche importanti tracce della civiltà sannita. Nel corso dei numerosi scavi che si sono susseguiti dagli anni ‘80 ad oggi, numerose sono le testimonianze rinvenute sull’attività sociale e industriale del piccolo borgo irpino in epoca Romana. Oltre alla necropoli databile intorno al V-III secolo avanti Cristo sono stati portati alla luce monili e suppellettili di inestimabile valore storico-culturale. Il museo civico, che sorge vicino l’aera degli scavi, raccoglie al suo interno queste ed altre preziose testimonianze archeologiche ma, fino a quando non ci saranno tutte le autorizzazioni, il museo pare destinato a rimanere chiuso. “Abbiamo sollecitato tutti gli organi competenti – continua Di Ianni – e abbiamo ricevuto rassicurazioni in merito ma, al momento, tutto è ancora fermo”. Intanto, mentre sul fronte museo non sembrano esserci sviluppi, l’amministrazione comunale farà partire a breve la gara d’appalto per la ristrutturazione di due chiese: San Giovanni Battista, la collegiata principale, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. “Si tratta perlopiù di lavori di sistemazione e adeguamento – spiega il primo cittadino – che interesseranno anche le zone contigue”.(g.m.)

(domenica 7 gennaio 2007)

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Carife – Museo ancora chiuso, Di Ianni: “Intervenga la Provincia”

Carife – Allestito ormai da qualche mese, il primo museo cittadino ancora non ha le autorizzazioni per poter accogliere i suoi visitatori. L’area, che si trova a ridosso della centralissima Chiesa dell'Addolorata, è stata oggetto di analisi e studi da parte di un pool di esperti che hanno ritrovato interessanti tracce dell’era sannita. Di recente, infatti, la Soprintendenza dei Beni Culturali di Avellino e Salerno, ha riportato un dettagliato documento in cui veniva censito un notevole patrimonio storico-artistico dal valore inestimabile. “La sede di via Stefano Melina – afferma il sindaco Raffaele Di Ianni – è pronta ormai da qualche tempo. Dal ritrovamento delle prime tombe sannitiche, a quello di monili e attrezzi preistorici del periodo neolitico, abbiamo sempre sostenuto questo ambizioso progetto, fonte remunerativa anche in vista ad un futuro polo turistico”. Intanto il numero uno di Carife ha già inviato sollecitazioni alla Soprintendenza e alla Provincia di Avellino per accelerare i tempi di inaugurazione del parco archeologico e del museo. “Purtroppo – asserisce ancora Di Ianni – anche l’Ente di Palazzo Caracciolo ha le sue responsabilità. Il nostro Comune è inserito all’interno del circuito artistico che comprende le amministrazioni di Ariano Irpino, Casalbore e Avellino, quindi, più lunghi sono i tempi per il completamento dell’iter burocratico. Chiediamo, a questo punto, che anche la Provincia si faccia promotrice della nostra battaglia, sostenendo questo progetto e convogliando tutte le risorse possibili per l’apertura del nostro museo”. (di Marianna Marrazzo)

(giovedì 12 ottobre 2006)

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PROTAGONISTA UN RAGAZZINO DI 13 ANNI

Carife, paura per una caduta dalla bici

LIDIA SALVATORE Carife. Un giro in bicicletta lungo la strada statale 91 che attraversa i paesi della Baronia poteva trasformarsi in tragedia. Un tredicenne di San Nicola Baronia, D.L.G. le sue iniziali, si stava recando nel pomeriggio di ieri, insieme al fratello, a Vallata per fare visita ad alcuni parenti. A precedere i due ragazzi in bicicletta gli zii a bordo della loro auto.Poco prima delle diciotto hanno attraversato il centro abitato di Carife. All'improvviso una signora, che aveva appena parcheggiato, ha aperto lo sportello della sua Y10 non accorgendosi del ragazzo che sopraggiungeva a bordo della sua bicicletta. Il tredicenne non è riuscito ad evitare l'urto. L'impatto è stato violento, il ragazzo è caduto a terra battendo la testa. Sul posto sono giunti i volontari dell'associazione Vita di Carife che hanno immediatamente allertato il 118 di Vallata. L'ambulanza è arrivata in pochi minuti. I medici di turno Tiziana De Luca e Rosanna Bruno hanno disposto l'immediato trasferimento del ragazzo al pronto soccorso di Ariano Irpino. Il giovane ciclista ha riportato un trauma cranico e problemi alla colonna vertebrale oltre a diverse escoriazioni.

Fonte: Il Mattino - 25/8/2006

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Mucche sulla via Incidenti e disagi

MICHELE DE LEO - Boschi, sentieri, aria pura. Hanno immaginato di essere arrivati in un'oasi naturale i turisti che, percorrendo la strada che collega Vallata a Carife, hanno incontrato diverse mucche sul loro percorso. Stupore e meraviglia per i bambini, una foto ricordo per gli amici sommersi nell'afa cittadina. Ma la realtà è ben diversa. La gente del posto si chiede, infatti, quando si potrà tornare a circolare in maniera tranquilla lungo questa strada. Ansie e timori sono provocati dalle numerose mucche di razza podolica che vivono allo stato brado nei boschi della zona e, a qualsiasi ora del giorno e della notte, invadono la strada. Più volte automobilisti hanno rischiato incidenti seri. Più volte qualcuno ha temuto per la propria vita. Perché la strada è piena di curve e non permette una visuale a largo raggio. Specie nei periodi invernali e nelle ore notturne quando vento, pioggia, nebbia e neve si divertono a creare ulteriori disagi agli automobilisti. Finora, però, è andata bene. Grazie a frenate improvvise, l'impatto con i grossi animali è sempre stato evitato. Ma i problemi creati dai bovini, che spesso contribuiscono allo sradicamento di alberi e fanno scivolare grosse pietre sulla sede stradale, sono tanti altri. Il bosco che costeggia la strada tra Vallata e Carife è, infatti, ormai una riserva invalicabile, un regno per le mucche, in cui cittadini locali e turisti non possono più neanche passeggiare.

Fonte: Il Mattino - 23/8/2006

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Carife - Antica Fiera della Croce: parte la tre giorni

Carife – L’associazione culturale ‘Deduzioni Notturne’ in collaborazione con il Comune di Carife e la Comunità Montana dell’Ufita ha organizzato la IV edizione dell’Antica Fiera della Croce, esposizione di prodotti tipici irpini della gastronomia e dell’artigianato. Una tre giorni organizzata per il 19, 20 e 21 maggio a Carife. La tradizione fatta musica dei Cantori di Carpino, la comicità travolgente dei Tony Clifton Circus e i numerosi spettacoli attrattivi, incontrano la gastronomia e l’artigianato tipici della terra irpina. Oltre agli stand in cui sarà possibile degustare piatti tipici, ci saranno canti e danze della nuova e antica musica popolare.

        PROGRAMMA
       Venerdi 19 maggio 2006
       Ore 18:30 Inaugurazione Fiera Via A. Moro - P.zza S.Giovanni, Esposizione di raffigurazioni artistiche di artisti campani, Artigianianato       
-      Prodotti tipici del mezzogiorno d’Italia.


      Ore 22:00 A 25 anni dalla scomparsa:Un tributo ad un grande cantautore del secolo scorso:
       I SeiOttavi Omaggio a Rino Gaetano
       Sabato 20 maggio 2006
       Ore 10.00 - Apertura Fiera
       Ore 17.30 -Uno spettacolo di comicità estrema famoso in tutto il mondo,irradierà di gioia l’ambiente,i Bambini e gli adulti presenti:
       TONY CLIFTON CIRCUS
       Ore 22.00 - Una sezione di fiati che lascerà tutti senza respiro e creerà l’atmosfera giusta per ballare e divertirsi:

      CO-SKA Compagnia orchestrina ska
 

      Domenica 21 maggio 2006
      Ore 10.30 - Apertura fiera,viaggio nei sapori e negli odori di casa: Degustazioni guidate.
      Ore 13.30 - Pranzo domenicale,negli stand allestiti dall’organizzazione.
      Ore 17.00 - Giochi popolari Carifani: Rottura delle pignate e Tiro alla fune
      Ore 22.00 - L’arrivederci al prossimo anno con il concerto dei cultori del Folklore e della longevità:
      I CANTORI DI CARPINO



Martedì 16/5/2006
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L’ANZIANO HA BATTUTO LA TESTA SU UN GRADINO

Dramma della solitudine a Carife

Pensionato trovato morto in casa dopo due giorni

SALVATORE SALVATORE -  Carife.

Era morto in casa da trentasei ore. Il corpo senza vita di Rocco Pezzano, ottantasei anni, era ai piedi della scalinata che portava in cantina, aveva una profonda ferita alla testa ed escoriazioni varie. Così l'hanno trovato i carabinieri di Castelbaronia, guidati dal maresciallo Leone, e i volontari dell'Associazione Vita, prontamente intervenuti dopo essere stati allertati dai vicini di casa dell’anziano. Sul posto si è immediatamente portata anche l'autorità giudiziaria. Il medico legale Oto Savino, dopo un'attenta analisi del cadavere ed una valutazione delle ferite ha attribuito il decesso a cause accidentali. Con molta probabilità, l'anziano, nel tentativo di scendere le scale, ha perso l'equilibrio ed è caduto battendo violentemente la testa. Subito sono stati avvisati i familiari. Rocco Pezzano abitava in via Aldo Moro a Carife nella casa di sua proprietà. Al momento viveva da solo, dopo la perdita della moglie avvenuta qualche tempo fa. Ieri mattina aveva appuntamento con un suo amico. Quest'ultimo, dopo aver bussato ripetutamente alla porta, e non avendo ricevuto risposta ai continui richiami, ha interessato i vicini. Conoscendo le abitudini dell'anziano, che era quasi sempre in casa, i vicini hanno subito sospettato il peggio. Padre di tre figli, Rocco Pezzano era un uomo onesto, riservato e taciturno. In gioventù era stato un assiduo lavoratore ed era emigrato per assicurare il benessere alla famiglia.La comunità, appena la notizia si è sparsa, è rimasta molto scossa. I funerali saranno celebrati nella parrocchia San Giovanni Battista di Carife. Officerà il parroco don Renato Pucci.

Fonte: Il Mattino -Venerdì 17-3-2006

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Carife - fornitura gas e campo di calcetto: al via i lavori

Carife - Inizieranno a breve i lavori per la rete di fornitura del gas metano. La società concessionaria Sidigas S.p.a. ha comunicato l’occupazione del suolo comunale per l’allocazione dei materiali e delle strutture necessarie per i lavori. L’operazione di costruzione del gasdotto interesserà in principio il prolungamento di via Manzoni per poi proseguire lungo le principali arterie della città. Sebbene sia stato assicurato un veloce espletamento dei lavori, rimane qualche preoccupazione lecita per i probabili disagi alla circolazione stradale e alla cittadinanza stessa. Work in progress anche il recupero del campo di calcetto. I lavori, appaltati per circa 100 mila euro, avranno inizio tra pochi giorni e prevedono la ristrutturazione dell’area sportiva, situata nelle vicinanze dell’edificio scolastico. Il progetto prevede il rifacimento del manto erboso e la completa ristrutturazione degli spogliatoi adiacenti. “L’intento – spiega il primo cittadino Raffaele Di Ianni - è quello di migliorare la qualità della vita attraverso questi interventi basilari per lo sviluppo del paese”. Il sindaco spera di terminare i lavori entro l’estate prossima, velocizzare le operazioni per garantire ai giovani la fruizione dell’impianto sportivo. Il campo, terreno di gioco di numerosi tornei interni, costituiva uno dei punti di ritrovo dei giovani di Carife.

(giovedì 2 marzo 2006)

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"Frate Lupo" padre spirituale dei biancoverdi

Nuovo "acquisto" per l'Avellino. Da ieri, infatti, padre Giovanni Fabiano, frate mercedario del convento di Carpignano a Grottaminarda, è il padre spirituale dei biancoverdi. Originario di Carife, frate Lupo, come ormai viene da tutti definito per la sua viscerale passione, ha avuto il benestare per accettare l'incarico propostogli dal presidente Marco Pugliese. "Da quando ricopro la carica di presidente - aveva scritto Pugliese a frate Lupo - ,per l'educazione cristiana e religiosa ricevuta, ho sempre desiderato che la squadra avesse un Cappellano per le esigenze spirituali della società, dei calciatori e anche dei loro familiari. La presenza di questa figura è impotante per la crescita e l'educazione umana e spirituale della squadra (preparazione ai sacramenti, celebrazione della Santa Messa, sostegno ed accompagnamento nei momenti difficili)". La scelta, ovviamente, non poteva non ricadere su padre Giovanni, un religioso in grado di vivere, nei limiti e nei modi che il suo essere impone, una passione per il calcio, per l'Avellino che non sembra conoscere ostacoli. L'occhio di frate Lupo è sempre rivolto al Partenio, il suo orecchio teso alla radiolina per conoscere l'esito delle gare. Un ruolo "ufficiale" all'interno della società biancoverde aveva sempre desiderato rivestirlo. Per questo, oggi, non fa mistero della sua felicità, non nasconde gli occhi che brillano di gioia per l'opportunità ricevuta. Il nuovo ruolo non distrae, però, Padre Giovanni, che tra l'altro cura una rubrica sul settimanale "Ultrà Avellino" e sul sito internet www.forzavellino.net, dai suoi impegni religiosi.

Michele De Leo

Fonte: Il Mattino - Martedì 13 - dicembre - 2005

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Polemica con il Sindaco

Solimine: "Il parco eolico di Carife va bloccato

MICHELE DE LEO Carife. «Un'assurdità che contrasteremo con ogni mezzo, uno scempio che deve essere bloccato dalle autorità competenti». Non usa certo mezzi termini il presidente della comunità montana dell'Ufita, Giuseppe Solimine, per esprimere il proprio disappunto in merito alla creazione, nel territorio del comune di Carife, di una centrale eolica. L'amministrazione locale ha varato un progetto per l'installazione, in località «Montagna», di sedici aerogeneratori, per una potenza di 48 megawatt. L'avvio della procedura di VIA (il processo che consente all'autorità competente, nella fattispecie il Comune, di pervenire ad una decisione in merito all'impatto ambientale di un progetto) ha fatto andare su tutte le furie il presidente Solimine che ha, dunque, annunciato battaglia su tutta la linea. «La Giunta regionale della Campania - spiega - ha riconosciuto, secondo la normativa europea, i nostri boschi degni della massima tutela e li ha inseriti tra le Zone a Protezione Speciale della Campania. È inimmaginabile pensare, al suo interno, alla creazione di un parco eolico». Solimine pone l'accento sui numerosi progetti che i comuni della zona hanno presentato facendo leva sul marchio di Zps, progetti che la decisione degli amministratori di Carife potrebbe mettere a rischio. Immediata la risposta del sindaco del comune interessato. «Non capisco perché - spiega Lello Di Janni - il presidente sia così infastidito dalla scelta di impiantare l'eolico a Carife, dopo che ha lasciato passare, senza profferire parola, progetti analoghi nei comuni di Vallesaccarda, Scampitella e Casalbore. Si attivi per portare avanti iniziative serie e concrete che possano essere utili al territorio di competenza dell'ente, anziché interessarsi alle decisioni delle singole comunità».

[Fonte: Il Mattino. 1 dicembre 2005]

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Carife - Parco eolico, l'ente montano: "Ci opporremo"

Carife - La Comunità Montana dell'Ufita esprime totale e ferma contrarietà alla realizzazione del parco eolico nel comune di Carife. E preannuncia di opporsi nei modi e nei termini ad essa riservata dalla legge. “Ritenendo che tale costruzione rappresenta un illecito anche di natura giuridica, chiedo l’immediato intervento delle autorità competenti per bloccare il probabile scempio”. Così il presidente Giuseppe Antonio Solimine, che non accetta l’idea secondo la quale si vorrebbero posizionare sedici aerogeneratori nel territorio della Baronia e, più specificamente, nel comune di Carife, rientrante tra quelli che compongono l’Ente montano. “La Giunta Regionale della Campania, con deliberazione n. 495 del 7 febbraio 2003, ha riconosciuto i nostri boschi degni della massima tutela e li ha inseriti tra le Zone a Protezione Speciale della Campania”, afferma Solimine. “La superficie, di 3 mila 417 ettari, da quel momento è denominata ‘Boschi e sorgenti della Baronia’ e non credo sia immaginabile che al suo interno possa essere realizzato un parco eolico”. Intanto è stata avviata la procedura di Via, ricorda il front man dell'ente montano, che riguarda l'installazione nel comune di Carife, località Montagna, di sedici aerogeneratori di grande taglia per una potenza totale di 48 megawatt in zona Zps che risulta essere sottoposta a vincolo paesistico. “Perciò non consentirò che vengano fatti scempi. Per anni ci siamo battuti affinché le nostre aree venissero sottoposte a tutela e questo impegno non deve andare disperso”. Le zone Zps nascono da una direttiva europea, concernente la protezione degli uccelli selvatici, che invita gli Stati membri a designare, ciascuno sul proprio territorio, aree idonee alla protezione ed alla conservazione di specie di uccelli e dell’ambiente e, di conseguenza, i Comuni della Baronia si sono attivati per chiedere il riconoscimento del “marchio”, al quale, oggi, sono legati numerosi progetti. “Non riesco a capire come si possa immaginare l’installazione, in quel contesto, delle pale eoliche. E’ una assurdità – conclude Solimine – che contrasteremo con tutti gli strumenti messi a nostra disposizione”.

(mercoledì 30 novembre 2005)

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Carife - Il sindaco Di Ianni: "A breve avremo il nostro museo"
 

Carife - “Chi l'ha detto che il museo comunale è un progetto abbandonato?”. È con questo punto di domanda che il sindaco di Carife, Raffaele Di Ianni, 'bacchetta' quanti accusano la sua amministrazione di tener sottobanco l'area archeologica del paese, possibile polo turistico. Il sito, che si trova a ridosso della Chiesa dell'Addolorata, è oggetto di analisi e studi da parte di un'equipe tecnica. Di recente, infatti, la Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione Campania, ha riportato alla luce un notevole patrimonio artistico dal valore inestimabile. Dal ritrovamento di tombe sannitiche, a quello di monili e attrezzi preistorici del periodo neolitico. Tutto questo tesoro, sarà racchiuso in un museo comunale che verrà allestito tra qualche mese. Dalla archeologia alla cultura... il passo è breve. Infatti, nonostante l'anno scolastico sia iniziato da alcune settimane, il numero uno di Carife sta progettando di inglobare i due plessi didattici presenti in paese, in un unico edificio. Ma vista la complessità dei lavori e la scadenza a lungo termine, l'esecuzione del nuovo complesso sarà programmata per il prossimo anno. Intanto, il decreto per l'avvio dei lavori è stato già approvato. Migliorata anche la viabilità. Ultimata la bretella che collega Carife alla Valle Ufita, che snodandosi verso contrada Toppola, porta fino al nuovo cimitero.

(domenica 25 settembre 2005)

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Carife-Sventata truffa, l'impronte digitale incastra un pregiudicato

Carife - I forti dubbi nutriti, dalla Squadra Mobile di Avellino, all'indomani dell'arresto in Germania di un uomo originario di Castel Baronia, per possesso di droga, si sono svelati fondati ed è stata sventata la truffa. Nel mese di aprile, la Questura di Via Palatucci è stata notiziata dell'arresto in Germania di S.A., un uomo di Castel Baronia, poiché trovato in possesso di tre chili e mezzo di cocaina. La sostanza stupefacente era stata occultata all'interno dell'autovettura dallo stesso S.A. condotta. Immediatamente, la Squadra Mobile si è attivata al fine di pervenire all'esatta individuazione dell'identità dell'uomo tratto in arresto in Germania. Da subito gli Agenti hanno nutrito forti dubbi sul fatto che la persona finita in Carcere fosse proprio l'uomo originario di Castel Baronia. La macchina della Giustizia è stata messa subito in moto tant'è che dagli accertamenti è stato acclarato che S.A. non si era mai recato, nel 2005, in Germania. Ed ancora, che nel 2003 la Guardia di Finanza di Roma, nel corso di un'operazione antidroga, aveva rinvenuto una carta d'identità falsa e nemmeno a farlo apposta era intestata a S.A. ma a portare alla luce la verità – come si legge nella nota diramata dall'Ufficio Gabinetto della Questura di Avellino - è stata la foto di riconoscimento: il ritratto, infatti, era di un pregiudicato di Carife, F.C.. Accolti gli elementi necessari, la Squadra Mobile ha richiesto al Servizio di Polizia Scientifica la comparazione tra i rilievi dattiloscopici effettuati dalla Polizia tedesca ed altri rilievi corrispondenti. Tale attività info-investigativa, la Questura ha acclarato che le impronte rilevata dai colleghi tedeschi sono risultati coincidere con quelle rilevate a F.C. in occasione degli arresti operati in passato. Insomma, gli Agenti sono riusciti a risalire all'esatta identificazione per F.C., pregiudicato per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti nonché trafficante di droga arrestato in Germania nell'aprile 2005, che quindi, aveva cercato di spacciarsi per S.A. di Castel Baronia.


(mercoledì 6 luglio 2005 alle 14.02)

 

 

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Tragedia a Carife: avvocato stritolato dal trattore

SALVATORE SALVATORE Carife. Una terribile fatalità ha stroncato l'esistenza di Osvaldo Flora, un giovane avvocato benvoluto e stimato da tutti. Era nato nel 1958. Ieri, libero da impegni giudiziari, si era recato nel terreno di sua proprietà, a contrada Piattone, per assistere alla fresatura dell'uliveto. Il lavoro lo stava effettuando Daniele Lungarella con un trattore cingolato dotato di una potente fresa. Nel tardo pomeriggio è successo l'irreparabile. La quiete della campagna è stata rotta dalle urla disperate del trattorista. Quando i contadini che lavoravano i campi vicini sono accorsi hanno potuto solo costatare che una tremenda tragedia si era consumata. Il corpo dell'avvocato Flora era impigliato tra i denti della fresa. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi. Sul posto sono giunti per primi gli operatori del 118 e subito dopo i carabinieri di Castelbaronia che hanno avvisato l'autorità giudiziaria. Daniele Lungarella, visibilmente sotto choc, tra le lacrime non si dava pace e ripeteva meccanicamente la dinamica dell'incidente. L'avvocato, mentre lui guidava il trattore, si era avvicinato da dietro per avvisarlo, con una pacca sulla spalla, che stava per travolgere una piccola piantina di ulivo. In quel momento, forse per l'erba o per la pendenza del terreno è scivolato ed è finito tra i denti della fresa. Il trattorista ha fermato immediatamente la macchina, ma purtroppo era già tardi. Nulla hanno potuto fare i medici del 118. Per liberare il corpo dalla fresa è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. La notizia immediatamente si è sparsa in paese. In ogni angolo e in ogni strada capannelli attoniti si sono ritrovati a commentare l'accaduto. La notizia è arrivata anche ai familiari. La tragedia ha sconvolto la moglie Carmen, figlia del compianto avvocato Francescantonio Crincoli che, ignara dell'accaduto, stava accudendo le sue due bambine in tenerissima età.

[Fonte: Il Mattino. 15 Maggio 2005]

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Carife/ La vittima è Osvaldo Flora, avvocato 50enne. Un contadino guidava il mezzo

Tranciato dalla fresatrice

E' scivolato, finendo sulle lame, mentre lavorava in un campo di ulivi

Osvaldo Flora, un avvocato di 50 anni originario di Carife, ha perso la vita ieri sera in un tragico incidente nei campi. Lascia la moglie e due figli. Stava lavorando nel suo fondo insieme ad un contadino quando è scivolato ed è finito nella fresatrice: le lame affilate gli hanno tranciato entrambe le gambe, contemporaneamente. Recisa l'arteria femorale. E' morto dissanguato quasi sul colpo. Inutili i soccorsi del 118. Scioccato il contadino, un 55enne del posto, amico di vecchia data della vittima: "Quando doveva lavorare nel suo fondo mi chiamava sempre. Ho cercato di salvarlo, ma è stato tutto inutile - ha raccontato ai carabinieri - mi è morto tra le braccia". il contadino era alla guida del mezzo agricolo, l'avvocato lo seguiva di lato, a piedi, aiutandolo a dissodare il terreno coltivato ad ulivi. All'improvviso, in una parte del fondo scoscesa, il 50enne è scivolato. L'amico che era alla guida non si è accorto di nulla. Tutto era coperto dal rumore assordante del trattore. Si è reso conto di quello che stava accadendo soltanto quando ha sentito le grida del ferito: ha bloccato tutto, ha spento il motore ed è accorso. L'avvocato era rimasto intrappolato tra le lamiere. Ha cercato di liberarlo, ma era praticamente impossibile. Il sangue usciva a fiotti. In pochissimi secondi il ferito ha perso conoscenza. Sono scattati i soccorsi: allertati la centrale operativa del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della vicina stazione di Castelbaronia. Quando l'amblanza è arrivataù, Flora era già morto. I militari, coordinati dal cpitano Gianluca Piasentin, comandante della compagnia di Ariano, hanno isolato la scena dell'incidente ed avvertito la Procura. Il caso è seguito dal Sostituto Daniela Tognon che ha disposto l'esame esterno della salma ed il successivo trasporto nell'obitorio dell'ospedale del Tricolle. Entro domani verrà decisa l'eventuale autopsia. Il magistrato dovrà decidere anche sull'eventuale incriminazione, d'ufficio, del contadino che era alla guida del mezzo: rischia l'accusa di omicidio colposo. Ma gli investigatori non avrebbero dubbi: sembra chiaro che si sia trattato di un evento accidentale.

[Fonte: Otto pagine. Domenica 15 Maggio 2005]

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SALVATORE SALVATORE Carife. Si sono svolti ieri pomeriggio i funerali dell'avvocato Osvaldo Flora, deceduto, per una terribile fatalità, nel tardo pomeriggio di sabato. La tragedia, consumatasi in un attimo a causa dalla fresatrice che stava lavorando il suo terreno, ha provocato grande sconforto e incredulità nel paese. Nessuno riesce a rassegnarci, anche perché Osvaldo Flora era apprezzato e benvoluto da tutti. Ieri sera, dopo l'intervento dell'autorità giudiziaria, che ha constatato le cause accidentali del decesso, il cadavere è stato composto nel cimitero di Carife e, subito dopo, portato nell'abitazione presso il palazzo marchesale, dove Flora abitava. Il giovane avvocato, padre di due bellissime bambine in tenera età, amava fortemente la natura e, appena i suoi impegni glielo consentivano, correva in campagna dove si dedicava alla coltivazione del terreno. Negli ultimi anni aveva impiantato degli splendidi uliveti. Gli piaceva produrre olio che, da queste parti, è di ottima qualità. Questa sua passione, semplice e naturale, nascondeva, purtroppo, un'insidia imponderabile, un destino amaro che, in un attimo, lo ha strappato drammaticamente alla vita. Ai funerali, nella collegiata di San Giovani Battista, c'era tutta la comunità di Carife e gli amici, provenienti da ogni dove, a tributargli l'estremo saluto. L'intera popolazione si è stretta intorno ai familiari distrutti dal dolore. La moglie, la mamma, il fratello e alcuni altri parenti hanno sempre pianto silenziosamente durante la cerimonia funebre. La gente ha assistito alla funzione in un silenzio surreale. Anche il parroco del paese, visibilmente commosso, durante l'omelia, ha provato a dare conforto a quelle persone affrante e disperate. Parlando della fatalità e della impossibilità di prevederla, ha invocato lo Spirito Santo (che si festeggiava proprio ieri) affinché scendesse nelle anime a guidare la famiglia, rimasta orfana, verso il futuro. Ai funerali ha assistito anche Daniele Lungarella, lo sfortunato e bravissimo agricoltore che, con il suo trattore, stava aiutando il suo amico Osvaldo a liberare il campo dalle erbacce. Anche lui, in silenzio in un angolo, ha pianto disperato per l'accaduto che lo ha visto incolpevole attore.

[Fonte: Il Mattino. 16 Maggio 2005]

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Carife/Furto ai danni di un'azienda agricola, 40mila euro il bottino

I soliti ignoti hanno colpito ancora: dopo essere riusciti a forzare il portone d'ingresso e disinserito il sistema d'allarme, sono entrati in un'azienda agricola di Carife e l'hanno svaligiata. Il bottino, di un valore di circa 40mila euro, consiste in due furgoni, attrezzature e concime: il tutto coperto da assicurazione. Il furto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì ed è stato scoperto dal titolare dell'azienda solo ieri mattina. Sul posto si sono portati i Carabinieri della locale Stazione e gli uomini del Capitano Gianluca Piasentin, Comandante della Compagnia di Ariano Irpino: dopo i rilevamenti del caso, sono state avviate le indagini mirate anche nel foggiano ma, per il momento, dei malvivente nessuna traccia.

(lunedì 21 marzo 2005)

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Carife - No della Comunità Montana al Parco Eolico

"Esprimo il totale dissenso nei confronti della programmata realizzazione del parco eolico nel comune di Carife. Si tratta di una decisione scellerata, che contrasta con le finalità programmatiche individuate da questa Comunità Montana e condivise con i Comuni dell’area».
Così il presidente della comunità montana Ufita, che aggiunge:«Chiedo all’Amministrazione comunale di Carife di bloccare il progetto, che creerebbe soltanto danni. L’area della Baronia, di cui Carife fa parte, ha già una destinazione ben precisa, perché è stata riconosciuta quale ZPS, che significa Zona a protezione speciale, degna perciò della massima tutela ed è evidente a tutti che un parco eolico contrasterebbe con tutte le iniziative già assunte ed in via di definizione, finalizzate alla valorizzazione del territorio. Da anni stiamo cercando di riqualificare il parco della Baronia, che è interessato anche dall’avifauna e dalla presenza di importanti reperti storici ed archeologici, che riteniamo possano essere inseriti nel progetto di sviluppo complessivo della zona, perciò per davvero non capisco l’iniziativa assunta dal comune di Carife. L’idea del parco eolico contrasta con il piano socio-economico, di cui è titolare questo Ente montano, e con gli sforzi comuni compiuti finora dall’Ente e dal Comune, che hanno sempre operato in sinergia e con unanimità di vedute e se oggi siamo nelle condizioni di poter vantare alcuni significativi risultati il merito è senz’altro da ascrivere alla Comunità Montana dell’Ufita ed ai Comuni che hanno partecipato in modo attivo e convinto al processo di valorizzazione e di recupero delle aree in questione. Realizzando il parco eolico il comune di Carife vanificherebbe tutte le attività e le iniziative finora assunte in Baronia; perciò il mio è un dissenso motivato, rafforzato da un ulteriore elemento: Carife non trarrebbe alcun beneficio dalla operazione. Mi auguro che prevalga la ragionevolezza, il Comune riveda la propria decisione ed abbandoni una pessima idea, che è priva di senso logico».

[Fonte: www.informazione.campania.it  mercoledì 16 marzo 2005]

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L’omicida è uno psicolabile di Carife che per giorni ha vagato senza meta in tutta la provincia

Ha ucciso il padre con una mazza da baseball. Eugenio Pezzano, 24 anni, ragazzo difficile, in un momento di raptus, l’ha usata contro Silvano, 55 anni, colpendolo ripetutamente alla testa. Il corpo dell’operaio italo americano è stato rinvenuto nell’abitazione alla periferia di Carife, l’altra notte. I carabinieri, insospettiti dal comportamento del giovane che poche ore prima aveva ”profanato” la chiesa madre di S. Giovanni Battista durante la funzione, avevano cercato, ma inutilmente, il padre. Da qui la decisione di entrare nell’abitazione di via Belvedere dove sul letto hanno rinvenuto il corpo senza vita dell’uomo. La mazza da baseball che l’aveva ucciso era sul pavimento, ancora insanguinata. Eugenio potrebbe aver commesso l’atroce delitto il 19 maggio scorso. Quella sera una pattuglia della Polstrada lo trovò quasi nudo, in evidente stato confusionale. Il giovane venne ricoverato in un centro di Solofra dal quale è stato dimesso due giorni fa. I servizi sociali del Comune di Carife hanno inutilmente cercato di contattare il padre, ma sapendo che spesso lavorava in Toscana come piastrellista, non hanno dato molto peso alla cosa. Poi, la macabra scoperta. Eugenio che non ha confessato, è in stato di fermo di polizia giudiziaria. Sarà interrogato oggi. Decisivi i risultati dell’autopsia, utili a risalire all’epoca della morte.

Carife. Il corpo riverso sul letto. Il volto tumefatto, marcato più volte da una mazza da baseball insanguinata. Un giovane, figlio della vittima, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria perchè fortemente indiziato di parricidio, ma che resta freddo, non si scompone alle domande dei carabinieri della Compagnia di Ariano, coordinati dal capitano Gianluca Piasentin. Un movente che al momento non c’è, ma che attraverso la personalità dei due protagonisti di questa vicenda, nonchè dalla ricostruzione degli avvenimenti degli ultimi giorni, porta diritto a Eugenio Pezzano, 24 anni, un’esistenza segnata da una psicolabilità che potrebbe aver fatto scattare la molla del raptus, scaricato forse mentre il padre Silvano, 55 anni, dormiva.
Insomma, gli ingredienti del giallo, ci sono proprio tutti. A far luce su una tragedia che ha scosso Carife in Baronia, sarà il responso dell’esame autoptico sul corpo dell’operaio italo americano, che il dottor Oto Macchione effettuerà nei prossimi giorni. L’autopsia sarà utile a chiarire la cronologicità dei fatti che potrebbero inchiodare alle sue responsabilità Eugenio Pezzano: si pensa che il giovane possa, infatti, aver ucciso il padre addirittura otto giorni fa. In questo lasso di tempo, avrebbe vagato, in stato confusionale, prima di essere ricoverato in un centro di Solofra.
Il cadavere del padre è stato rinvenuto la scorsa notte dai carabinieri, a seguito del comportamento scriteriato del giovane che all’ora del Rosario, nella chiesa di S. Giovanni Battista, aveva dato segni di chiaro squilibrio. Un’esuberanza fino a quel giorno abbastanza contenuta ed anche compresa dai compaesani, abituati oramai a vedere quel ragazzone alto e biondo, con gli occhi azzurri, che non parlava una parola di italiano (è nato e vissuto a Boston dove vivono ancora il fratello che fa il poliziotto e la mamma dalla quale il padre aveva divorziato), e che come unico amico aveva l’inseparabile boccale di birra e il cugino Riccardo. Eugenio, davanti al parroco e ad un gruppo di fedeli esterefatti, mercoledì sera aveva immerso la testa nell’acquasantiera, bevuto il vino santo dall’altare e mostrato ripetutamente ai presenti, un crocifisso. Poi se n’era andato, riparando presso la famiglia di un fratellastro del padre, Gerardo Schirillo, al quale aveva denunciato la scomparsa del genitore. Con il quale, da quando era tornato dagli States, viveva nell’abitazione di via Belvedere, fuori il paese, una zona tranquilla, abitata da poche famiglie, lontana da occhi ed orecchie indiscrete, che avrebbe protetto i continui litigi tra padre e figlio e, forse, anche i traffici sospetti del primo. Due caratteri diversi, confliggenti. Silvano, la vittima, omaccione dai modi burberi, violenti, tornato un anno fa dagli Usa perchè costretto (reati contro il patrimonio) e che ora aveva trovato lavoro come piastrellista ad Arezzo. Il figlio Eugenio, afflitto da una chiara instabilità psichica, era un introverso, forse faceva anche uso di sostanze stupefacenti, forse il giorno del delitto ne aveva chiesto un pò al padre che, pare, spacciasse ma non ne faceva uso. Alle 23,20 del 19 maggio, una pattuglia della Polstrada fermò Eugenio che, semiudo, errava in territorio di Montemiletto. Fu accompagnato in una struttura specializzata di Solofra dalla quale fu dimesso due giorni fa. Invano i servizi sociali di Carife tentarono di rintracciare il padre, ma la circostanza che spesso lavorasse fuori, non impensierì più di tanto. Probabilmente, invece, Silvano Pezzano era in casa, in compagnia della morte. Tra le cui braccia l’avrebbe spinto il figlio.

La Lancia «Y 10» di colore amaranto sulla quale spesso viaggiava la Silvano Pezzano, non era parcheggiata in garage, nè tantomeno è stata ancora ritrovata. Sull’utilitaria potrebbero essere rinvenute tracce importanti e utili agli investigatori per il prosieguo delle indagini. Non si esclude che l’auto possa essere stata utilizzata anche da Eugenio Pezzano che l’avrebbe lasciata chissà dove. In paese, di certo non v’è traccia della vettura, nè tantomeno, i testimoni che sono stati sentiti dai carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, diretti dal capitano Gianluca Piasentin, sono stati in grado di fornire notizie utili al rinvenimento della «Y 10».

Carife.Ha creato grande sconcerto nella popolazione di Carife l'inatteso fatto di cronaca che si è consumato nel silenzio più assoluto di una notte di maggio. Quando la notizia si è sparsa, ieri mattina, all'improvviso, tutti hanno commentato l’accaduto. Tutte le discussioni hanno ripercorso la terribile vicenda dei due sfortunati congiunti, alla ricerca di una spiegazione plausibile. Poche, per ora, le risposte agli innumerevoli interrogativi.
Silvano Pezzano, era nato a Carife nel 1949 e qui aveva trascorso buona parte dell'infanzia. Dalla sua abitazione di via Belvedere, in pieno centro storico, era emigrato in America per raggiungere il padre. Di lui, per un bel po', si erano perse le tracce. Poi all'improvviso era tornato. Solo allora si seppe che si era sposato ed aveva avuto due figli, uno dei quali era proprio Eugenio, che portava il nome del nonno. Si vociferò anche

di disaccordi con la moglie e di problemi con la giustizia avuti in America, in una cittadina nei pressi di Boston, dove la famiglia risiedeva. Silvano ripartì e poi ritornò, rimanendo per lungo tempo a Carife. Durante la sua permanenza, agli inizi degli anni Novanta, disputò anche un campionato di calcio di terza categoria nella squadra del paese. Da quel momento cominciò a venire più spesso e, in uno dei suoi viaggi, portò con sé anche Eugenio. Ultimamente, a seguito della scomparsa della madre, abitava nella casa paterna ristrutturata dopo il terremoto. Viveva abbastanza isolato dal resto della comunità e si vedeva poco nei locali o tra la gente. Giovanile nell’aspetto, aveva un carattere forte ed era abbastanza irascibile che lo aveva portato ad avere problemi di natura giudiziaria.
Il figlio era poco conosciuto in paese. Parlava pochissimo e non dava mai eccessiva confidenza ad alcuno. Quando dialogava con qualche amico si esprimeva quasi sempre in lingua inglese o in stretto dialetto. Alto, molto somigliante al padre nel fisico, frequentava poco i bar del paese. A chi lo vedeva, così silenzioso e poco appariscente, dava l'impressione di un ragazzo chiuso anche se il suo sguardo fisso tradiva una personalità controversa. Probabilmente faceva uso anche di sostanze stupefacenti ed è proprio su questa circostanza che gli inquirenti stanno indagando.

Eugenio Pezzano sarà ascoltato probabilmente domani dal Pm, dottor Polcini Tartaglia, il magistrato al quale è stato affidato il caso I il Gip è Mariella Ianniciello). Al momento il giovane non ha nominato un difensore di fiducia, nè tantomeno l’incarico è stato affidato dai parenti del padre, ad altro legale. Eugenio Pezzano che al momento si trova presso il carcere di Ariano Irpino sotto fermo di polizia giudiziaria in quanto fortemente indiziato di parricidio, dovrebbe quindi essere assistito nel corso dell’interrogatorio, da un avvocato d’ufficio.

Carife. In paese nessuno ha voglia di parlare. La tragedia di via Belvedere ha sconvolto la comunità. Poi i due protagonisti, padre e figlio, non si erano inseriti negli ambienti del paese. I precedenti giudiziari di Silvano Pezzano, in una piccola realtà come Carife, pesavano e creavano una spessa barriera di diffidenza. Anche il figlio Eugenio aveva avuto problemi di socializzazione dovuti alla scarsa conoscenza della lingua ma anche al suo carattere introverso e a tratti violento.
Eugenio era ritornato da un mese da Boston: frequentava con una certa assiduità solo un cugino. Gli abitanti

di Carife raccontano che era un ragazzo strano e che gli piaceva bere birra. Poi l’episodio dell’altra sera, in chiesa, aveva ulteriormente allargato il divario con la comunità Il giovane si era recato all'interno della Chiesa di San Giovanni Battista. A quell'ora una settantina di fedeli stavano recitando il Santo Rosario e senza poter far nulla hanno assistito al delirio del giovane che, dopo aver messo la testa nell’acquasantiera ed aver bevuto l’acqua, era salito sull’altare dove aveva bevuto il vino della Messa, pronunciando frasi in americano che nessuno dei presenti ha capito. Poi la scoperta del delitto nell’abitazione in periferia, in una zona praticamente disabitata.
Pochi i vicini di casa e i giudizi sulla famiglia sono abbastanza severi. Per Gaetano Di Lorenzo, 75 anni, pensionato della Forestale, la vittima «non era certo quello che si dice un brav'uomo, anzi era molto violento ed aveva dei giri strani. Spesso ho visto dei movimenti molto sospetti davanti casa sua. Una volta hanno addirittura cercato di intontirmi con del veleno per le mosche». L’anziano signore racconta che «Eugenio qualche giorno fa, insieme ad un suo cugino, mi ha chiesto una scala per poter entrare in casa, sfondando un vetro, visto che aveva perso le chiavi. Ho provato a chiedergli del padre, perché doveva ridarmi un trapano prestatogli qualche giorno fa, ma lui ha tagliato corto dicendomi che il trapano me lo avrebbe ridato nei prossimi giorni».
Nel bar della piazza nessuno vuole commentare la notizia: la sensazione è quella di voler prendere le distanze da una tragedia che con la realtà del paese ha poco a che fare.
I pochi giovani che parlano, raccontano di Silvano come un uomo violento e dotato di una gran forza. L’operaio dopo molti anni era ritornato a Carife dagli Stati Uniti (dove, secondo alcuni, aveva dei problemi con la giustizia). In quest’ultimo periodo stava lavorando come piastrellista in Toscana. In paese si faceva vedere poco e non aveva amici visto il brutto carattere. Non era, insomma, un tipo socievole e da frequentare: per un niente andava su tutte le furie.

Anche il parroco del paese Don Gerardo racconta lo sconcerto che ha destato la notizia.
«Silvano Pezzano era una persona con difficoltà familiari - ricorda il sacerdote - anche di natura economica. Era implicato in situazioni forse difficili da gestire. Viveva tra l’America e l’Italia e questo gli impediva di avere relazioni sociali forti. Il figlio non si era inserito nella comunità, anche per le difficoltà di lingua ma non aveva mai dato grossi problemi. Un dramma che ha sconvolto il paese. Dispiace per il padre ma anche per il giovane che ha segnato, forse irrimediabilmente, la sua vita».

La tragedia piomba in una Carife immersa in un clima di campagna elettorale. L’omicidio di Silvano Pezzano distoglie l'attenzione della gente dal pur imminente appuntamento con le urne. Il sindaco uscente Carmine Di Giorgio apprende la notizia solo in mattinata, mentre sta per recarsi in Municipio dove, di lì a poco, terrà una delle ultime riunioni del suo mandato. È sbigottito, sorpreso. Si ferma un attimo, poi riprende il suo lavoro lasciandosi andare ad un unico commento. «Siamo di fronte ad una situazione molto delicata ed ancora con troppi lati oscuri, che coinvolge un nostro concittadino».
I due candidati a sindaco si dicono sorpresi. Raffaele Di Ianni e Bruno Salvatore hanno entrambi avvertito la sensazione di un paese sotto choc, scosso da un accadimento inaspettato.
Sull’episodio non si sbilanciano, sicuri che la magistratura e le indagini delle forze dell’ordine porteranno alla ricostruzione completa della vicenda. Una tragedia che segnerà la campagna elettorale? I candidati si dicono sicuri che dopo questi giorni di sbandamento si tornerà a parlare di campagna elettorale, pur se con l'animo triste e ancora scosso. Già domenica, Salvatore ha predisposto il suo primo comizio. «C’è dispiacere e dolore - dice -. Nelle prossime ore, valuteremo l’opportunità di confermare la data delle uscite che, credo, resti domenica»". Anche Di Ianni non ha ancora fissato le date, ma mostra un pensiero che viaggia sugli stessi binari del suo sfidante. «Quel che è successo - spiega - lascia un segno indelebile nella nostra comunità, un’amarezza profonda. Siamo di fronte a una competizione elettorale che non altererà il rispetto e la stima che ognuno nutre per gli altri».

[Fonte: Il Mattino. Venerdì 28 Maggio 2004]

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Il parricida non risponde al giudice

Carife. Primo interrogatorio presso il carcere di Ariano Irpino di Eugenio Pezzano, il 24enne accusato dagli inquirenti di aver ucciso il padre Silvano nella sua abitazione di Carife con una mazza di baseball e di aver celato il corpo per otto giorni. Eugenio Pezzano ieri mattina nel corso dell'interrogatorio effettuato alla presenza del gip Mariella Ianniciello, e dell'avvocato difensore Irene Masciolla, nominato d'ufficio dal Tribunale di Ariano si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’udienza è durata qualche ora. Eugenio Pezzano è rimasto sereno e freddo per tutto il tempo. Non c'è stato nessun momento di tensione o attimi di cedimento. Ha seguito attentamente le domande formulate dal gip, che è stato coadiuvato da un interprete per interloquire con il ragazzo che spiaccica solo qualche parola in dialetto, ma non ha ammesso di aver ucciso il padre.
In tempi brevi l'avvocato Masciolla chiederà una perizia tecnica per valutare l'infermità mentale dell’indagato. A questa unirà istanza al Tribunale del Riesame per un immediato trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario. Un ricovero necessario secondo il legale per valutare attentamente la posizione dell'assistito. La difesa ha fatto leva sul fatto che, nonostante il Pezzano avesse ammesso al cugino di aver compiuto l'efferato delitto, nessun testimone potrebbe avallare tale tesi in quanto il ragazzo soffre di continui disturbi psichici. Alla fine dell'interrogatorio Pezzano ha chiesto solo di uscire dal carcere.

Intanto ieri mattina il gip ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per probabile pericolo di reiterazione del reato, fuga e inquinamento delle prove. Una brutta storia, questa, che ha sconvolto la piccola comunità di Carife. Intanto le forze dell'ordine hanno avvisato i familiari in America dell'accaduto. La vittima, Silvano Pezzano, si era trasferita a Boston da circa trenta anni dove risiede ancora la moglie e il primo figlio. Un matrimonio fallito. E l'operaio italo americano ritorna a Carife. Ma Silvano, uomo dal carattere burbero, mercoledì sera è stato trovato cadavere dai carabinieri sul letto della sua abitazione in via Belvedere con il cranio fracassato. È stato proprio il figlio a confessare ai parenti. Poi ha smentito agli inquirenti.
Ma sospetti a suo carico gravavano ultimamente circa il suo anomalo comportamento in paese e fuori: l'episodio in autostrada e quello più scellerato compiuto in chiesa dove ha seminato il terrore. Ma quale potrebbe essere stato il movente dell'omicidio? Forse un raptus o una storia di tossicodipendenza.
Le indagini in tal senso continuano a tutto campo. Frattanto, a fare piena luce sull'accaduto sarà indispensabile l'autopsia che si effettuerà nei prossimi giorni sul corpo della vittima. La cronologia dei fatti potrebbe inchiodare alle sue responsabilità Eugenio Pezzano.

[Fonte: Il Mattino. Sabato 29 Maggio 2004]

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Il giovane davanti al GIP nega tutto

Omicidio di Carife "Non ho ucciso io mio padre"

Carife - Eugenio Pezzano continua ad insistere: non ho ucciso io mio padre. Il giovane americano che da qualche settimana si era trasferito a Carife continua a negare di aver assassinato il padre. Ieri, difatti, è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari, Mariella Ianniciello, presso il carcere di Ariano Irpino. Per il momento è accusato di omicidio volontario. All'inmterrogatorio era presente anche l'avvocato difensore. Una vicenda, comunque, che deve essere ancora tutta chiarita. Le indagini, dopo che la Procura della Repubblica di Ariano Irpino ha aperto un'inchiesta, sono seguite dai carabinieri della compagnia di Ariano Irpino guidati dal capitano Gianluca Piasentin. Anche ieri gli investigatori assieme alla polizia scientifica della questura di Avellino hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell'abitazione di Carife dove si è consumato il delitto. Non è ancora chiaro, però, quando sia maturato l'omicidio. Probabilmente una settimana fa. Alla base del delitto i continui litigi tra padre e figlio. Probabilmente, Eugenio, ha perso la calma. Ha afferrato la mazza da baseball ed ha colpito ripetutamente il padre alla testa provocandogli profonde lacerazioni. Poi è fuggito via. L'assassinio è maturato in un ambiente di grande disagio. Il ragazzo, difatti, non parla neanche una parola di italiano. Ha difficoltà ad esprimersi e per questo motivo durante l'interrogatorio è stato assistito da un interprete. Comunque, gli inquirenti restano convinti della colpevolezza del giovane. Di sicuro, ora, la difesa si giocherà la carta dell'infermità mentale. Ma stando alle indiscrezioni già nelle prossime ore potrebbero esserci importanti novità per la risoluzione del caso.

[Fonte: Il Mattino. Sabato 29 Maggio 2004]

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Uomo ucciso con mazza baseball, si cerca il figlio

Massacrato con una mazza da baseball. Non ha avuto scampo Silvano Pezzano, 54 anni, l'operaio di Carife (Avellino), un piccolo centro della Valle dell'Ufita, il cui cadavere è stato ritrovato in stato di decomposizione nella camera da letto della sua abitazione in via Belvedere.

Per gli investigatori ad ucciderlo sarebbe stato il figlio Eugenio, 24 anni, nato e cresciuto in America che l'anno scorso, insieme al padre, era tornato per la prima volta in Italia, nel suo paese di origine.

A scoprire il corpo senza vita di Silvano Pezzano sono stati i parenti ai quali il giovane, in stato confusionale, aveva denunciato la notte scorsa la scomparsa del padre. Eugenio, che parla poco e male l'italiano, è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio dal capitano Gianluca Piasentin, che comanda la compagnia dei carabinieri di Ariano Irpino (Avellino): non ha confessato ma le prove raccolte a suo carico lascerebbero poco spazio ai dubbi.

 

[Fonte:  l' Espresso Online. Avellino, 27 maggio 2004 - 18:04]

 

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Uccide padre con mazza da baseball

 

Avellino, arrestato 24enne

Tragedia familiare a Carife, in Irpinia, dove un 24enne è sospettato di aver ucciso il padre con una mazza da baseball. Il corpo di Silvano Pezzano, 54 anni, è stato trovato in stato di decomposizione nel suo letto. Per gli inquirenti l'autore del terribile delitto sarebbe il figlio Eugenio, nato e cresciuto in America e che l’anno scorso, insieme al padre, era tornato per la prima volta nel paese d’origine. Il giovane è stato fermato.

Il parricidio risalirebbe 8 giorni fa, ma l'atroce delitto è stato scoperto solo adesso. A ritrovare il corpo senza vita dell’uomo assassinato sono stati i parenti ai quali il giovane, in stato confusionale, aveva denunciato la notte scorsa la scomparsa del padre. Eugenio, nonostante sia stato sottoposto ad un lungo interrogatorio, non ha confessato. Tuttavia, le prove raccolte a suo carico lascerebbero poco spazio ai dubbi. 

l bastone da baseball che il presunto assassino aveva portato dagli Stati Uniti, è stato trovato all'interno dell'abitazione sporco di sangue: la vittima è stata colpita con inaudita violenza da decine di colpi al capo e al volto. Dopo un lungo interrogatorio, il presunto parricida è stato sottoposto a fermo e portato in carcere. 

Eugenio avrebbe ucciso suo padre sette-otto giorni fa. Subito dopo l'omicidio, sconvolto, si è allontanato a piedi da Carife, teatro della tragedia, ed è stato ritrovato in stato di semi-incoscienza nelle campagne di Solofra, a cinquanta chilometri da Carife. Il giovane è stato ricoverato in una struttura pubblica ma subito dimesso. 

A chi gli chiedeva notizie dei suoi familiari Eugenio avrebbe risposto che suo padre lavorava lontano da Carife. Nel piccolo paese della Valle dell'Ufita, con sempre meno abitanti a causa della forte emigrazione, il ragazzo viene descritto come una persona instabile. Una condizione di fragilità mentale che si è aggravata col passare del tempo e che è esplosa subito dopo il trasferimento in Italia dagli Usa, dove è invece rimasta la madre, per tornare in Italia nel paese da cui erano partiti trenta anni fa i suoi genitori. 

 

[Fonte: TG Com Cronaca. Venerdì 28 Maggio 2004]

 

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DELITTO AVELLINESE, FERMATO FIGLIO

La morte risale ad alcuni giorni fa, cadavere trovato oggi

(ANSA) - AVELLINO, 27 MAG - Il corpo senza vita di un uomo di 54 anni, Silvano Pezzano, e' stato ritrovato a Carife in provincia di Avellino. I carabinieri hanno sottoposto a fermo il figlio, Eugenio, 24 anni, che soffrirebbe di depressione. Il corpo dell'uomo, in stato di decomposizione, e' stato ritrovato nella sua abitazione, la morte risalirebbe a non meno di una settimana fa. La vittima e' stata colpita ripetutamente alla testa con una mazza da baseball.

[Fonte: News 2000 - libero.it.  27 Maggio 2004]

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IL  PARRICIDIO  DI  CARIFE

ESEGUITA  L'AUTOPSIA  SUL  CORPO  DI  PEZZANO

Carife. E' stata eseguita ieri pomeriggio l'autopsia sul corpo di Silvano Pezzano, il 55enne di Carife ritrovato cadavere una decina di giorni fa nella sua abitazione di via Belvedere in località Fossi. L'autopsia ha evidenziato anche alcuni segni che potrebbero essere ricondotti a una colluttazione. Sono stati effettuati anche gli esami dattiloscopici e tossicologici per accertare la presenza di alcool o droga. Intanto l'unico indiziato di omicidio rimane il figlio della vittima Eugenio. Il 24enne dopo aver confessato al cugino il parricidio, rimane ancora in carcere. La moglie della vittima che giungerà a Carife nella giornata di domenica ha nominato tramite consolato due avvocati, Vincenzo Fiume e Antonello Aucelli di Montecalvo, per seguire da vicino la vicenda. I due legali hanno affidato l'incarico di consulente tecnico al professore Antonio Perna.

[Fonte: Il Mattino. Venerdì 4 Giugno 2004]

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IL S.GIOVANNI RITROVA GIACOMO FRANCESCA
Dopo un lungo infortunio
il centrocampista ritorna
a disposizione per il rush finale.

(alsav) E' stato quasi un campionato intero affacciato alla finestra in attesa di trovare la cura giusta per uscire fuori dal tunnel della pubalgia. C'è riuscito finalmente, dopo otto lunghissimi mesi (in pratica dalla fine dello scorso campionato), grazie alla terapia intensiva e scrupolosa del dottor Raffaele D'Ettorre attraverso l'agopuntura auricolare. Un metodo assai efficace che in un batter d'occhio ha rimesso in piedi una delle pedine più importante ed esperta del San Giovanni diSan Giorgio, la capolista attuale del girone D......

[Fonte: Il Sannio quotidiano. Giovedì 15 aprile 2004]

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SOS DEGLI AUTOMOBILISTI
Le mucche invadono
la strada statale
allarme in Baronia

Statale 91, pericolo mucche al pascolo. Accade sovente, soprattutto durante le ore notturne, che gli automobilisti in transito nel tratto tra i comuni di Carife e Vallata si imbattano in grossi bovini che occupano gran parte della carreggiata. Più volte, soprattutto a causa della mancata illuminazione, si sono sfiorati gravi incidenti. Si tratta di una mandria allo stato brado che occupa alcuni terreni boscosi della zona. Gli animali appartengono ad una serie di allevatori del Montellese che hanno firmato regolari contratti di fitto con privati cittadini di Carife. La mancanza di recinzioni all'interno del bosco fa sì che, spesso e volentieri, i bovini invadano la strada e i terreni circostanti. Molti sono stati i privati che, negli ultimi giorni, hanno presentato un esposto ai carabinieri per chiedere che le mucche vengano allontanate dalla zona. Lo stesso sindaco di Carife, Carmine Di Giorgio, sollecitato da numerose istanze di suoi concittadini, ha sottoscritto una diffida, inviata anche a forestale e carabinieri, nei confronti degli allevatori, affinché abbandonassero la zona e ripristinassero lo stato dei luoghi. Per ora, però, il problema resta irrisolto. "Nei prossimi giorni - fanno sapere dal Comune - il sindaco provvederà ad emettere un'ordinanza per evitare il protrarsi di questa situazione incresciosa».
[Fonte: Il Mattino. Lunedì 5 Gennaio 2004]

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SANGUE
SULL’ASFALTO

Tragedia della strada lungo la provinciale fondovalle Ufita. Un tremendo impatto tra due autovetture, verificatosi poco prima delle 17 di ieri, è costato la vita a Elio Lungarella, 70enne di Carife. L'uomo, rientrato nel paese natale dopo lunghi anni trascorsi in Venezuela, viaggiava a bordo della sua fiat Uno, in direzione Grottaminarda quando, in prossimità del bivio per Carife, ha svoltato per entrare in un'area di servizio. Durante la manovra è stato investito in pieno da una monovolume che procedeva verso Vallata.
Lo scontro è stato tremendo. L'utilitaria si è girata su se stessa, andando ad impattare contro un palo della luce. Il 70enne è rimasto imprigionato nelle lamiere. È stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Grottaminarda per tirarlo fuori, quando ancora in vita. Appena caricato a bordo dell'ambulanza del 118 di Vallata, l'uomo è spirato.
Gli occupanti dell'altra automobile, fratelli e, ironia del destino, rappresentanti di servizi per pompe funebri, sono stati soccorsi e trasportati presso l'ospedale di Ariano Irpino. Entrambi se la sono cavata con qualche contusione e tanto spavento. I sanitari gli hanno diagnosticato una prognosi di 15 giorni.
Sul posto si sono portati i carabinieri delle stazioni di Castel Baronia e Vallata, oltre ad una volante del nucleo radiomobile della compagnia di Ariano. Immediata la ricostruzione della dinamica, più difficile il lavoro per stabilire le colpe di questo tragico impatto. Sicuramente, l'auto dei fratelli Sanzio di Ariano procedeva a grossa velocità.
Intanto, la salma di Lungarella, dopo la ricognizione esterna del cadavere tenuta dal medico legale Oto Macchione, è stata riconsegnata alla famiglia su disposizione della dottoressa Palladino della procura di Ariano.
Numerose le persone accorse, soprattutto dalla vicina Carife, sul luogo della tragedia. Tutti conoscevano Elio, sempre cordiale e gentile. Il tremendo impatto, come accade sovente in questi casi, ha aperto nuovamente un vespaio di polemiche sulla sicurezza in quel tratto della fondovalle, assai trafficata in quanto strada di collegamento per Baronia e Alta Irpinia con la zona Asi di Flumeri e la bassa Valle dell'Ufita.
Il punto in cui è avvenuta la tragedia è stato, spesse volte, nel mirino delle amministrazioni locali come zona poco sicura, soprattutto per l'alta velocità con cui vi sopraggiungono i veicoli provenienti da entrambe le direzioni. Proprio nei giorni scorsi era stata avanzata la proposta di creazione di un'unita semaforica per meglio regolare il deflusso di autovetture. La polemica è destinata, dopo l’ennesimo incidente mortale, ad aumentare. La tragedia in cui ha perso la vita Elio Lungarella, infatti, ha riaperto, per i cittadini di Carife, una questione delicata, da risolvere nel giro di breve tempo. Intanto, i carabinieri della stazione di Castel Baronia sono impegnati a vagliare dettagliatamente i rilievi planimetrici e fotografici per stabilire tutte le responsabilità dell’incidente.

[Fonte: Il Mattino. Sabato 3 Gennaio 2004]

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03-06-2003 Incendio distrugge capannone agricolo

Un incendio di grosse proporzioni si è sviluppato, nel primo pomeriggio di ieri, in un capannone di contrada Toppola di Carife. La struttura ubicata a pochi metri da un'abitazione, ha preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento. Molto probabilmente è stato un cortocircuito di alcuni fili elettrici collegati con l'abitazione a far scaturire le fiamme. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di Grottaminarda che, dopo qualche ora, sono riusciti a domare le fiamme. I pompieri, inoltre, hanno provveduto a mettere in salvo anche buona parte degli animali presenti nel capannone. Poche, fortunatamente, infatti, le perdite, tra mucche, maiali e galline. I proprietari, però, hanno dovuto lamentare la distruzione delle oltre cinquecento balle di fieno contenute all'interno della struttura. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato, comunque, che l'incendio si propagasse anche all'abitazione. Le fiamme, infatti, hanno lambito la casa, arrivando a provocare qualche danno alle finestre in legno presenti su di un lato dello stabile e facendo temere il peggio. L'intervento tempestivo degli uomini del distaccamento di Grottaminarda ha evitato che l'incendio interessasse altre strutture presenti nella zona. Non è la prima volta, infatti, che in Valle Ufita e nella Baronia, gli incendi scaturiti per cause banali provocano ingenti danni alle imprese agricole.

[Fonte: Il Mattino. 3 giugno 2003]

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08-02-2003 Sgombrate sette case per la frana

Non si contano più i danni provocati dal maltempo delle ultime settimane. In molti paesi, frane e smottamenti vari hanno creato non pochi disagi, ma anche paura e polemiche. E, i movimenti franosi non sembrano proprio volerne di arrestarsi. La situazione è in continua evoluzione. Molti i casi segnalati nelle ultime ore, nonchè diverse le chiamate ai vigili del fuoco dei distaccamenti presenti in provincia. Nonostante il lieve miglioramento delle condizioni climatiche registrato nelle ultime ore, infatti, l'ondata di danni non accenna a placarsi. E' il caso della contrada toppola a Carife dove è stata segnalata una tra le situazioni più gravi delle ultime ore. Un vasto movimento franoso, infatti, sta interessando la zona, minando l'incolunità dei cittadini. Nella mattinata di ieri si sono recati sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Grottaminarda che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a delimitare i confini della frana. In questo sono stati facilitati dall'intervento dell'amministrazione comunale del piccolo comune della Baronia. Il sindaco Carmine Di Giorgio, infatti, avevagià firmato l'ordinanza di sgombero per le abitazioni maggiormente a rischio. Sette i provvedimenti firmati dal primo cittadino, di cui uno strettamente necessario e gli altri, a giusta ragione, a scopo soprattutto precauzionale. Ora, come tengono a confermare i vigili del fuoco, il movimento franoso può dirsi sotto controllo anche se occorre tenere sotto stretta osservazione la situazione e provvedere in tempi rapidi ai lavori di sistemazione. La frana, oltretutto, ha portato all'emissione del decreto di chiusura di chiusura della strada che, per il momento, è ancora inaccessibile. Non è però questo l'unico caso del genere che ha interessato la zona a ridosso della fondovalle. Uno smottamento di non lieve entità quello venuto giù lungo la strada che collega Vallata all'importante arteria viaria.

[Fonte: Il Mattino. 8 febbraio 2003]

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23-09-2000  Ancora incerta l'apertura del museo archeologico di Carife

Ancora in alto mare il progetto per l'istituzione di un Museo Archeologico a Carife (AV). Nonostante l'immediata disponibilità di un attrezzato ed elegante edificio, le stanze restano per il momento vuote. Il ritardo nella concessione degli appalti per l'esecuzione dei lavori, sembra spostare a data imprecisabile l'apertura di questa istituzione. Interessante materiale archeologico dall'epoca neolitica sino alla romanità giace nei depositi della Sovrintendenza. Anche le possibilità che il Museo poteva offrire come fonte di lavoro per la gioventù disoccupata sembrano vanificarsi. Ancora una volta i conflitti di interessi tra i Comuni e Associazioni di tutela hanno portato ad un blocco dello sviluppo culturale e turistico di una zona. Si spera in una soluzione a breve termine del contenzioso con indubbi vantaggi per tutti. 

[fonte: Il Mattino. 17 settembre 2000]