Nuove Interpretazioni - L'Agopuntura Auricolare

 

Articolo apparso mercoledì 19 marzo 2003 sul "Corriere di Roma"

Nuove Interpretazioni - L'AGOPUNTURA   AURICOLARE - di Alessandro Alferoni

Quando pensiamo all’agopuntura, all’auricoloterapia, ci vengono in mente i Cinesi e ci si chiede dubbiosi  se sono metodiche che funzionano, cioè se danno risultati, in che modo, poco conta. Attraverso l’agopuntura i Cinesi raccontano un po’ del loro passato e questa  idea è profondamente radicata nella nostra cultura.  La nostra cultura ci ha portato a pensare che lo stato di salute sia contrassegnato dal sentirsi in forma con una mente libera e    sentimenti pieni ma le nostre giornate sono  sempre costellate di episodi che vanno affrontati, rinviati, immagazzinati. I nostri ritmi energetici li  abbiamo e li conosciamo, di notte e di   giorno (Yin-Yang) con un passaggio di due ore in due ore da un organo all’altro.

Siamo in vita per un continuo processo metabolico che utilizza come carburante l’aria e gli alimenti la cui energia viene attivata da una di base, quella ereditaria, di cui ne abbiamo conservata un certo quantitativo, diverso da soggetto a soggetto, dalla nascita. Ordinariamente, con una corretta alimentazione (senza abusi) e respirando aria pulita  possiamo fronteggiare con successo eventuali problemi di salute.                                    L’energia circolante all’interno del corpo può subire delle alterazioni quando dobbiamo affrontare situazioni particolari: ad esempio, in caso di sforzo muscolare, di emozioni, di esami. L’energia, in tali casi, subisce una accelerazione dinamica e se di base abbiamo già qualche problema, esso si manifesterà adesso, come non  si è mai manifestato prima. L’energia  viene acquisita e mantenuta in quattro modi:

1)  Alimentazione ed aria che respiriamo che rappresentano il contatto con l’ambiente, l’impatto con gli stimoli.

2)  Elaborazione e produzione energetica.

3)  Riserva energetica negli organi pieni.

4)Stabilizzazione Yin-Yang per far fronte agli accadimenti giornalieri.

   

I criteri che contraddistinguono uno status energetico individuale sono diversi, ne possiamo elencare solo  alcuni:

1) Nei confronti dell’ambiente il paziente può sentirsi apatico, distante,  distratto o  insofferente e violento con o   senza prospettive, forte o debole. 

Si possono avvertire sensazioni di calore, di brividi fugaci o di vere sudorazioni o intorpidimenti, estrema pesantezza o leggerezza.

2) Le strutture organiche possono essere percepite gonfie, legnose, dolenti, più piccole o    più grandi.

3) Le emozioni possono presentarsi accentuate o stagnanti, si può avere uno stato di agitazione o meno.

In energetica la terapia è individuale, anche se spesso ci troviamo di fronte a profili simili che potrebbero  indurre ad un trattamento comune. E’, in effetti, pretenzioso e limitativo estendere lo stesso  schema terapeutico a pazienti con problemi simili ma con substrato energetico sicuramente diverso.

Rapporto organismo-auricolo

L’organismo è totalmente inglobato nel padiglione auricolare (Studi di Paul Nogier) e le singole parti di esso sono rappresentati da punti non evidenti in condizioni fisiologiche ma solo quando è presente un problema energetico, in particolare un eccesso a carico dell’organo, viscere o altra struttura organica del paziente e fino a quando il Sistema Nervoso Centrale lo riconosce come fatto patologico.

Quanto più acuto e intenso è il problema, tanto più esso si presenterà come punto attivo sul padiglione che se   trattato risponderà molto bene allo stimolo. La relazione così intima tra l’organismo ed una parte di sé (il padiglione auricolare) non si esaurisce con la conclusione della seduta di agopuntura, ma è    in un continuo divenire in quanto  ogni minima alterazione energetica del corpo darà continuamente segni auricolari, anche se dopo la seduta viene il benessere, esso si presenterà con l’assenza di punti attivi.

La terapia consiste nell’infiggere, sul padiglione auricolare, aghi appositi, di solo qualche millimetro di lunghezza. Il dott. Angelo Raffaele D’Ettorre con attestato di agopuntore della Federazione Italiana delle  Società di Agopuntura (FISA), interessato ai meccanismi bioenergetici  dell’uomo identifica punti energetici sul padiglione auricolare che dopo stimolazione con aghi danno luogo agli stessi fenomeni bioelettrici rilevati in seguito a trattamento con agopuntura tradizionale e cioè: sensazione di calore che si  diffonde  lentamente sull’organo o struttura alterata dalla patologia, sensazione di brividi e/o passaggio di piccole “scosse elettriche”.

Il trattamento consiste, ci riferisce, nell’impiantare i piccoli aghi in determinati punti del padiglione auricolare, in     posti diversi, a seconda la patologia da trattare e cementarli con materiale inerte in modo tale che gli aghi restino in sede per almeno due settimane; l’azione è quindi duratura nel tempo e    si dà, così, all’ago il tempo necessario per agire; in un secondo incontro, dopo un attento esame diagnostico e, verificati i miglioramenti, si passa al riscontro   di altri punti da trattare, se necessario.

Sono sufficienti  solo due sedute terapeutiche distanziate di circa un mese ed ovviamente   non vi è la presunzione di trattare patologie degenerative o altre che mettono a rischio la vita del paziente.
Controindicazioni non ve ne sono.

Alla domanda se ha  realizzato una mappatura dei punti energetici auricolari ci riferice: “ I punti sono molti e  variabili e non è facile realizzarla, il loro riscontro avviene con un attento esame ispettivo e palpatorio del padiglione e variano da individuo ad individuo”.

In quali patologie ha avuto riscontri efficaci ?

“ In merito voglio sottolineare che il trattamento non è rivolto alla patologia specifica ma all’individuo considerato   nel suo complesso, mi capita sempre di riscontrare sul padiglione auricolare del paziente punti attivi che hanno poco a che fare con la patologia dichiarata perché dislocati altrove e a volte non ben definibili, è chiaro che dove è un punto attivo, esso va trattato per cui non è possibile definire apriori il numero di aghi da inserire. I pazienti che     vedo giungono quando non hanno avuto risultati apprezzabili con altre forme terapeutiche e lamentano per lo più dolori, ho ben presente una signora iscritta al centro delle cefalee di una nota struttura napoletana che venne condotta nel mio studio per affrontare il caso; già dopo   la prima seduta migliorò molto e alle succesive si ristabilì del tutto, non desiderava avere bambini proprio per  la cefalea che le imponeva dei trattamenti farmacologici, adesso è   gravida al sesto mese e ogni due mesi ritorna a controllo per verificare se sono apparsi punti attivi, qualcuno viene riconosciuto e trattato. Un altro caso simpatico, è stato quello del fratello di un primario ospedaliero affetto da una cervicalgia invalidante, ebbene ha effettuato una unica seduta facendo restare  gli aghi cementati in  sede per tre settimane, risolvendo il problema. Anche casi di allergia rispondono bene, ricordo un bambino di otto anni  (padre magazziniere) costretto ad una ferrea terapia antiallergica che dopo tre sedute ha eliminato totalmente i farmaci, ultimamente mi venne riferito che sporadicamente emette dei starnuti. Resta chiaro che quante più forme patologiche presenta l’individuo, tanto più le patologie si intrecciano fra loro potenziandosi e tanto più aghi vanno utilizzati”.

 

Il numero 4 del 2003 del settimanale " VIVERSANI e Belli" direttore responsabile Silvia Huen,  pubblicava un opuscolo "Guida ai Medici alternativi" a cura di Roberta Raviolo con   la consulenza dei dottori: Luigi Torchio,  medico esperto di Omeopatia a Torino; Giuseppe Sitzia, medico omotossicologico a Vernante (Cn); Fabio Firenzuoli, medico fitoterapeuta a Empoli (Fi); Maurizio Corradin, medico agopuntore a Brescia.

Alla pagina 52 veniva annoverato tra i medici agopuntori italiani il dott. D'Ettorre Angelo Raffaele di Carife.